Banca Akros oggi ha alzato il target price su DiaSorin da 192,5 a 201,4 euro in seguito all'annuncio del suo nuovo LIAISON SARS-Cov-2 Ag, un test antigenico ad alta produttività per il rilevamento quantitativo di SARS-Cov-2 in pazienti sintomatici attraverso tamponi nasali e nasofaringei. Disponibile nei mercati che accettano il marchio CE, il test sarà presto accessibile nel mercato degli Stati Uniti, dopo la notifica alla U.S Food and Drug Administration.
"Questo test compete direttamente con i test antigenici di Abbott, un test qualitativo point-of-care lanciato nel mese di ottobre, e di Roche, un test qualitativo high-throughput che sarà lanciato entro la fine dell'anno", si legge nella nota di Banca Akros. "Abbott ha dichiarato una capacità produttiva di circa 50 milioni di test al mese e un prezzo di vendita di 5 dollari per test, e nell'ipotesi in cui DiaSorin fissi un prezzo di vendita di 4 euro per test e consegua un volume di vendite di circa il 50% della capacità di produzione potenziale, ovvero 60 milioni di test all'anno, il fatturato aggiuntivo del 2021 derivante da questa nuova operazione dovrebbe essere di circa 200-240 milioni di euro".
Banca Akros ha ricalcolato dunque la componente dei ricavi derivante dai test antigenici e relativa all'esercizio del 2021: la stima di crescita dei ricavi totali passa così dall'11,8% al 31,5% anno su anno, mentre il margine ebitda rimane stabile al 41,5%. "Attendiamo le indicazioni manageriali durante la conference call che farà seguito alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre per comprendere meglio il contributo atteso nel 2021 da tutte le linee di prodotto, e in particolare dalla potenziale evoluzione del business dei test sierologici. L'attuale flusso di notizie ci consente di confermare la nostra raccomandazione accumulate e, sulla base delle nostre stime riviste al rialzo, aumentiamo il nostro target price da 192,5 a 201,4 euro per azione", argomentano gli analisti del gruppo.
Attualmente, DiaSorin sta anche lavorando per estendere LIAISON SARS-Cov-2 AG all'uso basato sui campioni di saliva, il quale, oltre al già lanciato DiaSorin Simplexatm Covid-19, permetterebbe alla società di affermarsi come unica produttrice di test salivari, con questi ultimi tra l’altro molto apprezzati perché decisamente meno invasivi dei tamponi nasali e nasofaringei.
Il nuovo test antigenico LIAISON SARS-Cov-2 Ag ideato da DiaSorin utilizza la tecnologia CLIA per determinare la presenza dell'antigene Sars-CoV-2 mediante tamponi nasali secchi e nasofaringei, quantificando il carico virale dell'infezione direttamente da individui sospettati di aver contratto il Covid-19. LIAISON® SARS-Cov-2 Ag è concepito come un aiuto nella diagnosi di infezione acuta da Covid-19 e sarà offerto come soluzione alternativa nei casi in cui la disponibilità di test PCR molecolare risulta carente, nelle aree geografiche in cui la tecnologia PCR è troppo costosa e nei casi in cui è necessario migliorare la tracciabilità dei campioni clinici.
Il nuovo test fornisce risultati con sensibilità del 97,1% e specificità del 100,0% sui tamponi nasali e sensibilità del 94,6% e specificità del 99,5% sui tamponi nasofaringei già entro 10 giorni dall'insorgenza dei sintomi. Può essere eseguito su oltre 8.000 analizzatori ad alta produttività CLIA installati in tutto il mondo, fornendo fino a 140 risultati all'ora e garantendo la piena tracciabilità dei campioni raccolti. La capacità produttiva di DiaSorin per questo test è stimata fino a 10 milioni di test al mese.
Più cauti gli analisti di Equita Sim, che stimano vendite per 3 milioni di unità nel 2020 e 24 milioni nel 2021, a causa dell'utilizzo "limitato ai soli pazienti sintomatici, che esclude l'ampio mercato dei pazienti asintomatici”, e della "necessità di valutare l’efficacia commerciale del nuovo test". Sulla base di queste assunzioni, gli strategist prevedono quindi che il test possa portare un contributo di 12 milioni nel 2020, circa l’1% del fatturato, e di 96 milioni nel 2021, il 9% del fatturato.
Quanto ai risultati del terzo trimestre, in agenda per il prossimo 9 novembre, Equita Sim stima un trimestre "solido, caratterizzato dal forte contributo dei test molecolari Covid-19, dal sequenziale miglioramento del business e dal calo delle vendite di test sierologici dopo il picco del secondo trimestre". Gli analisti hanno, quindi, confermato le stime per il 2020, che prevedono un ebitda a 357 milioni, alzando le previsioni su quello relativo al 2021 dell'8%, a 416 milioni. Secondo Equita, il titolo "sconta integralmente l’opportunità legata ai test Covid-19, motivo per cui il prezzo obiettivo è stato alzato a 160 euro e viene confermata la raccomandazione hold". Attualmente l'azione DiaSorin, quotata alla Borsa di Milano, scambia in rialzo dell’1% circa a 190,90 euro. (riproduzione riservata)