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Aie: aumento della domanda di petrolio fino al 2026, difficile un ritorno alla normalità
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Aie: aumento della domanda di petrolio fino al 2026, difficile un ritorno alla normalità

di Marco Vignali
17 marzo 2021, 14:05

Secondo l'Agenzia internazionale per l'Energia, i mercati petroliferi si stanno riequilibrando dopo il Covid-19, ma potrebbero non tornare mai ai livelli pre pandemici. Brent e Wti scendono per il quarto giorno consecutivo in attesa delle scorte settimanali di petrolio dell'Eia

I prezzi del greggio si muovono in calo per la quarta giornata consecutiva dopo le rinnovate preoccupazioni in merito alla ripresa della domanda europea, messa nuovamente in discussione dopo le proroghe dei lockdown, con la Germania che si trova alle prese con un aumento dei casi di coronavirus e l'Italia che ha varato un nuovo stop alla mobilità nazionale fino a Pasqua. In aggiunta, preoccupano gli arresti nelle campagne di vaccinazione, con numerosi Paesi che hanno sospeso provvisoriamente l'utilizzo di AstraZeneca contro il Covid-19 per timori sui possibili effetti collaterali.

Queste notizie negative hanno relegato in secondo piano l'inatteso calo delle scorte di greggio Usa mostrato dai dati Api, spingendo al ribasso i prezzi del petrolio, con Brent e Wti che scambiano in calo di oltre un punto percentuale a 67,50 e 64,10 dollari al barile. Inoltre, anche l'apprezzamento del dollaro, nell'attesa del meeting di oggi della Fed, ha penalizzato i prezzi dell’oro nero, dal momento che un biglietto verde più forte rende il greggio più costoso per i detentori di altre valute.

I prezzi hanno comunque ampiamente recuperato rispetto ai minimi storici toccati lo scorso anno sulla scia del crollo della domanda globale. Il rimbalzo, possibile anche e soprattutto grazie a tagli record alla produzione da parte dell'Opec e dei paesi alleati, ha fatto sì che lo scorso 8 marzo il Brent arrivasse a toccare quota 71,38 dollari a barile, il massimo dall'8 gennaio 2020.

A sostenere il mercato la scorsa settimana erano stati i dati dell'American Petroleum Institute, che avevano mostrato scorte di greggio Usa in calo di 1 milioni di barili, con gli analisti che si attendevano un aumento di 3 milioni di barili. Oggi, alle ore 15:30 italiane, verranno rese note le scorte settimanali di petrolio ad opera dell'Eia, il cui dato precedente mostrava un aumento di 13,798 milioni barili a 498,403 milioni.

“I mercati petroliferi mondiali si stanno riequilibrando dopo che la crisi del Covid-19 ha provocato un crollo della domanda senza precedenti nel 2020, ma potrebbero non tornare mai alla cosiddetta normalità", si legge nel rapporto dell'Agenzia internazionale per l'Energia in merito al mercato del petrolio nel medio e lungo termine. Sulla base delle impostazioni politiche odierne, “la domanda globale di petrolio è destinata ad aumentare ogni anno fino al 2026 ma politiche più forti e cambiamenti comportamentali potrebbero influire sulla domanda”, riporta l’Aie.

I mercati petroliferi mondiali si sono ripresi dal massiccio shock della domanda innescato dalla pandemia, ma devono chiaramente affrontare un alto grado di incertezza che sta mettendo alla prova l'industria come mai prima d'ora. La domanda di petrolio, secondo le stime rese note dall’Agenzia, è destinata a salire a 104 milioni di barili al giorno entro il 2026, in crescita del 4% rispetto ai livelli del 2019.

“La crisi del Covid-19 ha causato un calo storico della domanda mondiale di petrolio, ma non necessariamente duraturo. Raggiungere una transizione ordinata dal petrolio è essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici, ma richiederà importanti cambiamenti politici da parte dei governi, nonché cambiamenti comportamentali accelerati. In caso contrario, la domanda globale di petrolio è destinata ad aumentare ogni anno da qui al 2026", ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Aie.

Queste azioni, combinate con un aumento del telelavoro, un maggiore riciclo e una riduzione dei viaggi d'affari, potrebbero ridurre l'uso di petrolio fino a 5,6 milioni di barili al giorno entro il 2026, “il che significherebbe che la domanda globale di petrolio non tornerà mai dove era prima della pandemia”, ha aggiunto Birol.

Per quanto riguarda i consumi nel mondo, l'Asia continuerà a guidare la crescita della domanda, rappresentando il 90% dell'aumento tra il 2019 e il 2026 nel caso di base del rapporto Aie. Al contrario, la richiesta in molte economie avanzate, dove la proprietà dei veicoli e l'uso di petrolio pro capite sono molto più alti, non dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi. Dal lato dell'offerta, invece, “l'accresciuta incertezza sulle prospettive ha creato un dilemma per i produttori. Le decisioni di investimento prese oggi potrebbero portare a una capacità eccessiva rimasta inutilizzata o a una quantità insufficiente di petrolio per soddisfare la domanda”, si legge sempre nella nota dell’Agenzia. Quest'anno, inoltre, è previsto solo un aumento marginale degli investimenti globali a monte, dopo che gli operatori hanno speso un terzo in meno nel 2020 rispetto a quanto previsto all'inizio dell'anno.

Nel rapporto dell’Aie, si prevede che la capacità di produzione mondiale di petrolio possa aumentare di 5 milioni di barili al giorno entro il 2026. Allo stesso tempo, il crollo storico della domanda si è tradotta in un cuscinetto di capacità di produzione inutilizzata di un record di 9 milioni di barili al giorno, che potrebbe mantenere i mercati globali a proprio agio nel breve termine.

Per soddisfare la crescita della domanda di petrolio fino al 2026 nel caso di base del rapporto Aie, l'offerta deve aumentare di 10 milioni di barili al giorno entro il medesimo anno. Il Medio Oriente, guidato dall'Arabia Saudita, dovrebbe fornire la metà di tale aumento, portando alla luce un cambiamento radicale rispetto agli ultimi anni, quando erano gli Stati Uniti a dominare la crescita. (riproduzione riservata)



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