Competere direttamente con ChatGpt (e con i miliardi di Microsoft) non è un'opzione praticabile per startup e pmi italiane. Ma il lancio del chatbot nel novembre 2022 è stato un detonatore e ha innescato nelle società più piccole una necessità: riposizionarsi sul mercato. Così ha fatto Vedrai, startup milanese nata nel 2020 per fornire servizi di AI alle aziende, per la quale il 2022 è stato un anno di rottura. Il 2024 invece dovrebbe segnare il ritorno alla profittabilità dopo un 2023 di assestamento. Dopodiché la società non esclude l'approdo a Piazza Affari.
«Quando siamo nati offrivamo prodotti che velocizzavano le analisi dei dati, rendendole più sostenibili, a supporto di decisioni operative», ricorda il fondatore Michele Grazioli. Ma Gpt e gli altri modelli di AI possono rispondere bene a richieste del genere. «Dopo l'ultimo round di finanziamento ad aprile 2022, in cui abbiamo raccolto oltre 40 milioni, abbiamo investito molto per riposizionarci alla luce dell'aumento dei tassi di interesse e dell'arrivo di ChatGpt», aggiunge Grazioli. «Ci siamo concentrati su un ambito, quello delle decisioni aziendali strategiche, dove l'AI generativa non è la tecnologia adatta, considerando l'elevato costo dell'errore».
I fondi sono stati usati per metà per aggiornare la tecnologia e per metà per cambiare business model, passando al modello dei ricavi ricorrenti. Questa strategia si basa sull'utilizzo prolungato e sul pagamento dilazionato nel tempo da parte del cliente. Di conseguenza i primi 18-24 mesi comportano generalmente una perdita. In particolare, Vedrai ha appena chiuso il bilancio 2023 con un valore della produzione in calo del 38% a 4,4 milioni di euro, un ebitda negativo di 8,9 milioni e una perdita netta di 13,6 milioni.
Nel 2024 il rosso dovrebbe dimezzarsi e alla fine dell'anno dovrebbe tornare l'utile. A dicembre, nello specifico, i ricavi ricorrenti annuali (Arr), già cresciuti dell'86,5% nel 2023, dovrebbero toccare quota 10 milioni. Numeri aggregati (il gruppo Vedrai non fa ancora il bilancio consolidato) frutto delle vendite della piattaforma WhAI, che simula business plan e scenari, e dei servizi di AI conversazionale di Indigo.ai, di cui Vedrai ha acquisito la maggioranza nel 2022. Tra i partner tre-quattro delle prime squadre di serie A, a partire dall'Atalanta che usa la tecnologia di Vedrai per fissare prezzi e sconti da applicare ai biglietti (e di cui Vedrai sponsorizza l'accademia giovanile). Ma anche la startup di psicoterapia online Unobravo con i chatbot di Indigo.ai.
L'appuntamento con l'utile dunque è fissato per l'esercizio 2025. Nel frattempo la riorganizzazione aziendale prosegue: la società ha da poco assunto come senior advisor Marco Turrina, fondatore di Banca Akros. Uno che di mestiere porta le aziende in borsa. Percorso che anche Vedrai sta considerando: «La quotazione è una possibilità per i prossimi anni», ammette Grazioli. (riproduzione riservata)