Sparisce la clausola anti-Benetton e anti-F2i. Passa anche dallo statuto il riassetto di Save, il polo aeroportuale del Nordest che controlla gli scali di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e Charleroi in Belgio e presieduto dal banchiere di Finint Enrico Marchi.
Come anticipato da MF-Milano Finanza (si veda quotidiano del 13 novembre) nuovi documenti societari danno maggiore flessibilità - rispetto alla vecchie norme del 2017 - al colosso francese del private equity Ardian in vista di una futura uscita dal capitale che, per un lock-up, non potrà avvenire prima di 5 anni.
L’assemblea dei soci di Milione – la holding che controlla il gruppo aeroportuale guidato da Monica Scarpa – ha approvato il 19 febbraio un nuovo statuto che fra le altre cose elimina le rigide limitazioni al trasferimento delle azioni previste nella versione del 2017, al momento dell’ingresso di Dws e Infravia. Un passaggio tecnico, ma dal forte significato strategico.
Nel vecchio articolo 14 era previsto il divieto (salvo consenso di tutti i soci) di cedere le quote a quattro tipologie di soggetti. La prima: «Atlantia, Abertis, Ferrovial, Vinci, Sabiha Gocken and Basic Element» e società controllate. La seconda invece faceva riferimento a soggetti affiliati a Sea (aeroporti di Milano Linate e Malpensa, dunque anche a F2i) e/o ad Aeroporti di Roma (Adr controllata sempre dai Benetton, che gestiscono lo scalo di Fiumicino e di Nizza).
La terza e la quarta invece rimandavano rispettivamente a operatori che hanno in portafoglio concessioni aeroportuali italiane ed europee con oltre 5 milioni di passeggeri l’anno e a singole persone fisiche. Una blindatura pensata per impedire l’ingresso di competitor industriali nel capitale del sistema aeroportuale del Nordest che assieme a Charleroi si avvicina a quasi 30 milioni di passeggeri annui.
Nel nuovo testo, sempre all’articolo 14 queste clausole sono state rimosse. Scompaiono le blacklist nominative e viene meno la soglia dimensionale dei 5 milioni di passeggeri.
Si tratta di una modifica coerente con l’ingresso dei fondi infrastrutturali guidati da Ardian, che investono anche nell’aeroporto londinese di Heathrow, e dalla piattaforma italiana Finint Infrastrutture, sgr del gruppo fondato da Marchi, nell’ambito dell’operazione che porterà al controllo congiunto al 50% paritario di Milione e quindi di Save.
A novembre, dalla galassia Finint avevano ridimensionato questa lettura, sostenendo che l’operazione fosse orientata a una partnership industriale di lungo periodo e non a una strategia di breve termine.
Orizzonte di medio-lungo periodo che resta con un’architettura finanziaria coerente con investitori pazienti, ma i fatti societari, tuttavia, mostrano che la richiesta di maggiore flessibilità è stata recepita nelle regole societarie.
La rimozione delle clausole anti-competitor, prima smentita, rende oggi Milione – e indirettamente Save – teoricamente cedibile anche a grandi operatori aeroportuali europei, scenario che in precedenza era statutariamente precluso. Infine, come rivelato da questo giornale, il riassetto prevede anche la sottoscrizione di un nuovo contratto di finanziamento fino a 947 milioni di euro con la Bei con cui è allo studio una linea di credito aggiuntiva. (riproduzione riservata)