Vantaggi sul lungo periodo, ma anche una serie di oneri a carico del sistema bancario. Il passaggio al regolamento T+1 - che riduce il tempo di regolamento delle operazioni sui titoli da due a un giorno - è allo stesso tempo una svolta strutturale per il mercato finanziario europeo e una fonte di preoccupazione per gli istituti di credito.
Due facce della medaglia che emergono con chiarezza dal convegno organizzato dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi) con Amf Italia, l’Associazione Intermediari Mercati Finanziari. Tema, per l’appunto, il regolamento T+1 e l’inizio della sua implementazione.
«È un cambiamento che rende i mercati più efficienti e riduce i rischi, ma comporta anche un importante adeguamento organizzativo per le banche», riassume la questione Pier Carlo Padoan, presidente del comitato tecnico-strategico Unione Mercato dei Capitali dell’Abi e di Unicredit.
«Il passaggio a T+1 è uno dei progetti più sfidanti degli ultimi anni perché impatta su strategie e modelli operativi degli intermediari europei», si accoda Marco Ventoruzzo, presidente di Amf Italia. «Non stiamo solo accorciando un ciclo: stiamo facendo in modo che un’infrastruttura frammentata operi come se fosse integrata».
La riforma in arrivo dall’Europa punta a rafforzare la stabilità finanziaria e ad allineare l’Ue agli standard internazionali. Ma per le banche e gli altri operatori del mercato significa anche cambiamenti operativi e organizzativi, investimenti in tecnologia e una gestione ancora più attenta della liquidità. Bisognerà procedere con cautela, insomma, per cercare di ridurre al minimo gli oneri e di massimizzare invece i benefici.
«Se governato con equilibrio e coordinamento europeo, T+1 può diventare un’opportunità per rendere il nostro mercato più competitivo e attrattivo», osserva Padoan. «Il regolamento eviterà che l’Ue perda altro terreno nel confronto internazionale e sosterrà la capacità del mercato dei capitali europeo di competere per investimenti, liquidità e innovazione in un contesto globale sempre più integrato». (riproduzione riservata)