A ottobre del 2027 entra in vigore il regolamento T+1, che riduce da tre a un giorno i tempi delle operazioni finanziarie. Gli intermediari europei - riuniti nell’Eu T+1 Industry Commitee - hanno già iniziato a prepararsi e, oltre a una serie di survey trimestrali per sondare la preparazione dell’industria, stanno già rivedendo prassi e processi del regolamento titoli.
Da gennaio del 2027, invece, partiranno i test veri e propri, iniziative che dimostrano come il passaggio sarà guidato dagli operatori e non solo imposto dalle norme. «L’obiettivo è rafforzare la competitività dei mercati dei capitali europei, tema a cui l’Ue ha dedicato grande attenzione con la Saving and Investments Union», commenta David Sabatini, responsabile Mercato dei Capitali dell’Abi.
«Prassi più armonizzate renderanno le nostre piazze finanziarie più efficienti e ridurranno il gap con gli Usa, che regolano le operazioni in un giorno già dal 2024». Con il taglio dei tempi diminuiranno i rischi per le transazioni, come il possibile fallimento della controparte prima della consegna del titolo. Ma durate inferiori comporteranno anche più costi nell’immediato.
«Intermediari come le banche dovranno organizzarsi perché avranno memo tempo per recuperare i titoli e la liquidità necessaria», spiega Sabatini. Poi «vanno sicuramente considerati gli investimenti tecnologici per automatizzare i processi, unica via percorribile».
Il regolamento T+1, insomma, comporterà dei costi ma alla lunga farà crescere sicurezza e scambi. «Il mercato dei capitali europeo sarà più competitivo», osserva Sabatini, «e per gli intermediari ci saranno vantaggi indiretti anche grazie alle maggiori transazioni». (riproduzione riservata)