Quarto rialzo consecutivo per lo S&P500, per la prima volta da marzo. Troppo presto per dire che il peggio è passato, anche perché la ragione ultima di questi rialzi è dovuta al fatto che ormai gli investitori si aspettano che gli Stati Uniti cadano in recessione, costringendo così la Federal Reserve a interrompere il ciclo di rialzo dei tassi. Che la recessione sia nell'aria lo dimostra il fatto che i tassi sui mutui per la casa hanno accusato il calo più forte dal dicembre 2008, al culmine della crisi finanziaria globale innescata dal fallimento di Lehman Brothers: il tasso medio su un mutuo trentennale a tasso fisso oggi è sceso al 5,30% dal 5,70% della scorsa settimana. Resta il fatto che Wall Street è andata bene: il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell'1,1%, il Nasdaq del 2,3% e lo S&P500 dell'1,5%. Da notare che quest'ultimo indice è ancora sotto del 19% rispetto al record di tutti i tempi toccato a gennaio.
Grande attesa per i dati sull'occupazione Usa, che saranno diffusi domani: gli economisti intervistati dal Wall Street Journal si aspettano che a giugno siano stati creati 250.000 nuovi posti di lavoro a giugno, in calo rispetto ai 390.000 di maggio. "Il mercato vuole vedere un certo raffreddamento nel mercato del lavoro, ma non un crollo", ha commentato Kiran Ganesh, stratega multiasset di Ubs. Intanto, fra i titoli più brillanti della seduta odierna spicca il redivivo GameStop, salito del 15,1% dopo che il cda del rivenditore di videogiochi ha approvato uno split azionario 4 per 1.
Oggi è salito anche il Bitcoin, che ha riagganciato quota 21.000 dollari: alle ore 22 saliva del 7% a 21.704 dollari. Merito di Celsius, che ha ompletamente rimborsato un prestito su Maker, una delle più grandi piattaforme di finanza decentralizzata (DeFi) nell'universo delle criptovalute. Celsius ha versato i rimanenti 41 milioni di dollari e in cambio Maker ha rilasciato 21.962 wrapped bitcoin, un token sulla blockchain di Ethereum equivalente al Bitcoin, che Celsius aveva dato in pegno a garanzia del prestito. Al cambio di oggi si tratta di una somma pari a 448 milioni di dollari. I guai di Celsius non sono certo risolti, ma si tratta comunque di una preziosa iniezione di liquidità. Clesius ha bloccato prelievi e transazioni dei clienti il 12 giugno scorso per timore di una corsa ai riscatti. (riproduzione riservata)