Le principali regioni europee della siderurgia si sono ritrovate a Strasburgo per chiedere alla Commissione Ue misure immediate a tutela del settore, messo sotto pressione da costi energetici elevati e concorrenza internazionale. Alla riunione ha partecipato per la Lombardia l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, che ha sollecitato un intervento coordinato di Bruxelles per evitare «un declino irreversibile» del comparto.
All’incontro erano presenti i rappresentanti di Lombardia, Grand Est (Francia), Brandeburgo e Saarland (Germania), Paesi Baschi (Spagna) e Fiandre (Belgio). Il confronto si è svolto con i vertici della Commissione responsabili di Industria e Imprenditoria.
Guidesi ha ribadito che l’acciaio resta «un settore basilare e strategico per le regioni produttive del continente». «L’Europa non può permettersi di perdere un patrimonio industriale e di competenze che è parte integrante del ciclo manifatturiero», ha detto l’assessore lombardo, richiamando il rischio di nuove chiusure e perdita di posti di lavoro.
Le richieste avanzate dalle regioni puntano a un rafforzamento delle misure per contenere i costi dell’energia per le industrie elettro-intensive, a una maggiore protezione dal fenomeno della sovraccapacità globale e a un funzionamento più efficace del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Cbam), lo strumento Ue che regola gli scambi con i Paesi extraeuropei in base alle emissioni.
Il vertice segue la lettera inviata alla Commissione dal presidente lombardo Attilio Fontana insieme ai governatori di otto regioni siderurgiche. Nel documento si denuncia un settore «indebolito da distorsioni della concorrenza e da pressioni internazionali sleali», con l’avvertimento che la transizione ecologica «non può essere sostenuta senza una solida base industriale».
Nel corso dell’incontro, Guidesi ha sollecitato l’attuazione concreta del “Piano d’Azione Europeo per l’Acciaio e i Metalli”, presentato a inizio anno da Bruxelles. «Va implementato e sostanziato con iniziative tangibili, prima che sia troppo tardi. Servono una governance continentale efficace, investimenti in tecnologia, innovazione e sostenibilità, senza inseguire approcci ideologici dannosi», ha affermato.
Tra le priorità indicate dall’assessore ci sono interventi sul caro energia, una revisione dei limiti alle importazioni, il riconoscimento del rottame come materia prima e modifiche al sistema Ets. «L’Ue ascolti i territori: oggi è emersa un’unità di intenti tra regioni che trainano l’economia europea. La Commissione deve tenerne conto», ha concluso Guidesi. (riproduzione riservata)