A Ravello, il palazzo rosa che sembra una cartolina: dentro la magia senza tempo di Palazzo Avino
In Costiera, tra mare e cielo, un indirizzo unico di cui innamorarsi
Ci sono luoghi che sembrano delle cartoline da quanto sono belli e ben inseriti nel contesto. Palazzo Avino, a Ravello, è sicuramente uno di questi. Un antico palazzo del XII secolo arroccato a 350 metri sul livello del mare, trasformato in albergo cinque stelle lusso, caratterizzato da una tinta rosa che sfugge a ogni definizione e introvabile sulla cartella Pantone.

Un rosa che si ritrova in ogni dettaglio, ma senza mai essere stucchevole o troppo vistoso: nelle 43 stanze di cui dieci suite, rinnovate dall’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva; negli ombrelloni a righe e nelle sdraio a bordo piscina, sui giardini terrazzati dell’albergo e in quelli del beach club, raggiungibile a 20 minuti di navetta o, novità di quest’anno, a bordo della 500 Spiaggina MY26, realizzata e personalizzata da Garage Custom, rigorosamente rosa. Ma anche nei particolari che fanno la differenza.

Rosa è l’etichetta di Mar•A•Vi•Glia, vino bianco prodotto qui in sole 600 bottiglie e donato agli ospiti e agli amici, così come le pantofole e i pigiami realizzati per The Pink Closet, la boutique Wunderkammer dell’albergo che quest’anno propone una collaborazione con il brand My Style Bags, dove si possono acquistare anche le ceramiche utilizzate dai due ristoranti dell’albergo, decorate con frasi perfette da riproporre anche in città, come «Quando siete felici fateci caso» o «Questo albergo è una casa».

Due modi di dire che rendono perfettamente quello che si prova quando si è ospiti di questo luogo sospeso sulla Costiera Amalfitana. Appena si varca la soglia, oltre rimanere senza fiato dalla vista, si viene subito accolti dalle sorelle Avino: Mariella, managing director, e Attilia, director of sales and marketing (a cui si aggiunge Maria Vittoria, studentessa all’Ecole Hôtelière di Losanna), e già sembra di essere ritornati nella famosa cartolina vintage.

Impeccabili, vestite benissimo, il trucco sempre a posto (nonostante il caldo), con idee ben chiare sulla vita e sul concetto di ospitalità, anche se dai caratteri differenti, alle sorelle basta uno sguardo per intendersi. E proprio in quello sguardo si ritrova quella sensazione di complicità unica tipica di una famiglia.

Che viene trasmessa, in maniera assolutamente naturale, a tutto lo staff di Palazzo Avino. E così, subito, l’albergo diventa casa. Da quando si sorseggia un drink (occhio di riguardo per gli astemi, con tante proposte tra cocktail e vini) nelle sale del Caffè dell’Arte, circondati dalle opere scelte con la Galleria Lia Rumma, o nel giardino prima di andare a cena al ristorante stellato Rossellinis.

Qui, durante l’aperitivo con Champagne e deliziosi amuse-bouche, si scelgono i piatti dello chef Giovanni Vanacore in modo tale che, una volta seduti a tavola, non si debba aspettare molto. Piccole accortezze tipiche di una casa.

L’albergo ha un altro ristorante, Terrazza Mar-A-Vi-Glia, oltre quello del Clubhouse by the Sea, con forno a legna per gustare la pizza secondo tradizione. Per sopperire i sensi di colpa della gola, un massaggio alla Spa. Perché, come si dice, «quando siete felici fateci caso». (Riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sull'evoluzione e le tendenze del settore dell'ospitalità di lusso in Italia.
- Esplora altri articoli che descrivono esperienze alberghiere esclusive nella Costiera Amalfitana.
- Quali sono le principali sfide e opportunità per gli alberghi a conduzione familiare nel mercato del lusso?
Native Content