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A preoccupare la Fed non è il livello dei rendimenti, ma la velocità del loro rialzo
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A preoccupare la Fed non è il livello dei rendimenti, ma la velocità del loro rialzo

di Marco Vignali
16 marzo 2021, 12:35

Secondo TwentyFour Am, la Fed pensa di essere ben posizionata al momento, con il focus sulla piena occupazione e un'inflazione del 2%. Nessun intervento atteso, dati i forti fondamentali, ma piuttosto un'attenta analisi sulla velocità del rialzo dei rendimenti, che potrebbe non essere finito qui

Fino a qualche settimana fa era opinione condivisa che le riunioni di marzo della Banca Centrale europea e della Federal Reserve non avrebbero rivestito carattere essenziale. Ci sarebbero stati elementi di spicco, come le nuove previsioni sull'inflazione e la crescita tanto nell’Eurozona quanto negli Usa, senza però grandi cambiamenti in termini di politica monetaria. Tuttavia, l’inaspettato e recente movimento al rialzo dei tassi di interesse a lungo termine ha reso la vita un po’ più difficile a Lagarde e Powell, chiamati quanto mai a rassicurare gli investitori tramite un notevole anche se intricato esercizio di retorica. In attesa della riunione della Fed, ciò che è emerso dal meeting della Bce, in linea con le aspettative, è stato un messaggio piuttosto incoraggiante, con l’Eurotower che ha ribadito la volontà di garantire condizioni favorevoli, addirittura aumentando il ritmo degli acquisti messi in campo finora.

Secondo Enguerrand Artaz, gestore di La Financiere de l’Echiquier, “la Bce ha probabilmente trovato la giusta misura nell'annunciare che gli acquisti nell'ambito del Pepp avranno un ritmo significativamente più sostenuto nel prossimo trimestre rispetto ai primi mesi dell'anno. Da un lato, ha sorpreso i mercati in positivo, provocando un calo dei tassi a lungo termine e una riduzione del premio di rischio dei paesi europei periferici. Dall’altro, l’annuncio rimane sufficientemente moderato e non viene percepito come una reazione eccessiva, che sarebbe ingiustificata”, evidenzia Artaz, secondo cui l’esercizio di comunicazione della presidente, Christine Lagarde, può dirsi dunque riuscito.

Il medesimo esercizio verrà ora richiesto anche alla Federal Reserve, con Jerome Powell che dovrà tener sotto controllo due forze radicalmente opposte. Da un lato il mercato del lavoro, questione ufficiale per la Fed ormai e lungi dall’essersi normalizzato, dall’altro l'incremento innegabile delle prospettive di inflazione, il quale a sua volta si è tradotto in un irripidimento della curva dei rendimenti. Il bear steepening della curva dei Treasury è stato senza dubbio l’evento principale del 2021 finora per gli investitori del reddito fisso, molti dei quali avranno sentito l'impatto negativo dell'ampio sell-off dei tassi sui loro portafogli. Con i rendimenti a 10 anni saliti sopra l'1,6% per la seconda volta quest'anno, l’argomento clou della riunione del Fomc riguarderà senza dubbio la possibilità di sfiorare quota 2% nel 2021 e come e perché la Fed potrebbe dover rispondere alla rapida ripresa dell'economia statunitense che sta prendendo forma.

Secondo David Norris, portfolio manager di TwentyFour Asset Management, “la Fed pensa di essere ben posizionata al momento, e ha comunicato il suo piano in modo efficace e coerente. Il mandato della Fed è per la piena occupazione e un'inflazione sostenibile del 2% con un livello di tolleranza al di sopra di questo tasso obiettivo, quindi non vede la necessità di agire in questa fase”. Tuttavia, dato il ritmo dei recenti sviluppi, è facile capire perché alcuni partecipanti al mercato si stiano agitando.

L'approvazione di un pacchetto di stimoli da 1,9 trilioni di dollari, un rapido lancio di vaccini e alcuni dati recenti “hanno fatto crescere ulteriormente le aspettative di crescita degli Stati Uniti, portando i tassi dei Treasury Usa a lungo termine a prezzare molte buone notizie in un periodo di tempo molto breve. Dati i forti fondamentali, non siamo sorpresi di vedere i rendimenti a questi livelli, ma siamo sorpresi dalla velocità con cui ci sono arrivati”, argomenta Norris, secondo cui questa velocità non è passata inosservata alla Fed, con i funzionari che hanno espresso preoccupazione per l'aggiustamento disordinato dei rendimenti dei Treasury e la loro avversione per qualsiasi restrizione associata delle condizioni finanziarie, motivo per il quale “ci aspetteremmo certamente che la Fed agisca nel caso in cui cominciasse a vedere prove di un inasprimento materiale”.

La grande incognita riguarderà il rollout dei vaccini, e quanto velocemente questo si tradurrà in ripresa economica e crescita. Se gli obiettivi inflazionistici e occupazionali della Fed dovessero essere raggiunti prima del previsto, allora "la Fed avrà certamente bisogno di affrontare queste preoccupazioni in modo tempestivo, dato il suo approccio orientato ai risultati nella forward guidance”, sottolinea il gestore, secondo cui gli Stati Uniti continueranno a guidare la ripresa economica davanti all'Europa e al Regno Unito, il che dovrebbe significare “una curva più ripida per i Treasury statunitensi rispetto ai titoli di stato britannici ed europei”, motivo per cui Norris ritiene che la Fed manterrà la rotta finché non vedrà una svolta importante nel mercato del lavoro.

“Dato il ritmo di questo nuovo ciclo economico, e la velocità dell'aumento un po' disordinato dei rendimenti dei Treasury, è facile pensare che i mercati stiano anticipando la Fed, o che la Fed sarà troppo lenta ad agire se sarà necessario intervenire. Dal nostro punto di vista, i recenti aumenti delle previsioni di crescita degli Stati Uniti per il 2021 sono difficili da ignorare, ed è facile vedere i rendimenti dei Treasury continuare a salire. Tuttavia, non dovremmo sottovalutare la possibilità che la Fed faccia effettivamente qualcosa, e data la posizione tecnica dei Treasury in questo momento, i rendimenti potrebbero scendere se lo facesse. La riunione del Fomc che inizia oggi e termina domani con la conferenza stampa di Jerome Powell potrebbero essere l'occasione per parlare almeno di qualche azione", conclude il gestore. (riproduzione riservata)



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