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Piaceri

A Novara, la mostra Paesaggi. Realtà Impressione Simbolo

Oltre 70 opere, da Antonio Fontanesi a Filippo Carcano, da Giovanni Segantini a Emilio Gola, in un’esposizione che esplora la pittura di paesaggio tra Ottocento e Novecento.

di Silvana Rizzi
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Aperta fino al 6 aprile 2025, Paesaggi. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza Da Volpedo nasce in perfetta sintonia con Novara, cittadina del Piemonte, contornata da risaie, le Alpi sullo sfondo e la Cupola Antonelliana di San Gaudenzio ben visibile da lontano. La mostra, curata da Elisabetta Chiodini, realizzata in accordo con la Fondazione Castello e il Comune, nasce da un progetto di Mets, percorsi d’arte, un’associazione creata da professionisti locali con l’obiettivo di valorizzare pittori e scultori a cavallo tra Otto e Novecento.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, La clementina, olio su tela 50 x 80.
Giuseppe Pellizza da Volpedo, La clementina, olio su tela 50 x 80.

Oltre settanta opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, ci fanno scoprire l’evoluzione della pittura di paesaggio tra Piemonte e Lombardia in quei decenni. Il mondo sta cambiando. La borghesia e la nobiltà locale scoprono la vacanza fuori città. In campagna, sui laghi, in montagna, purchè sia all’insegna della natura. I colori abbaglianti dei ghiacciai e delle colline stimolano la creatività degli artisti, innamorati del “vero” e seguaci del naturalismo lombardo, che interpretano seguendo la loro “anima”.

Giovanni Segantini, Mezzogiorno sulle Alpi, olio su tela 77,5 x 71,5.
Giovanni Segantini, Mezzogiorno sulle Alpi, olio su tela 77,5 x 71,5.

In Mezzogiorno sulle Alpi Giovanni Segantini fa vibrare «i prati, le montagne e il cielo nella silenziosa quiete del mezzogiorno». Filippo Carcano, nel 1897, porta in scena Il ghiacciao di Cambrena, in occasione delle terza Triennale di Milano, ritenuta «l’opera più riuscita di tutta l’esposizione», dove si respirano tutta la poesia e il silenzio dell’alta montagna.

Filippo Carcano, L’isola dei Pescatori, lago Maggiore, effetto di mattina, olio su tela 101 x 200.
Filippo Carcano, L’isola dei Pescatori, lago Maggiore, effetto di mattina, olio su tela 101 x 200.

Le atmosfere romantiche dei laghi lombardi sono fonte d’ispirazione. Filippo Carcano dipinge l’Isola dei Pescatori sul lago Maggiore, incantato  «dall’ammaliante trasparenza dell’acqua». Ben diversa, ma altrettanto veritiera l’Isola dei Pescatori , rappresentata da Eugenio Gignous, grande ammiratore del Verbano. Al romanticismo di Carcano fa da contraltare la vitalità dell’isola e il piacere di trovarsi in un ambiente verde, affacciato sul lago e sui monti, lontano dall’afa della città.

In estate da Milano ci si trasferisce nelle ville in Brianza, orgoglio degli imprenditori lombardi di quel tempo. Il conte-pittore Emilio Gola in Alta Brianza raffigura uno scorcio della Brianza lecchese, dove l’artista soggiornava nella villa di famiglia soprannominata il Buttero.

Angelo Morbelli, Nebbia domenicale, olio su tela 75 x 112.
Angelo Morbelli, Nebbia domenicale, olio su tela 75 x 112.

Angelo Morbelli, invece, che in vacanza andava in Monferrato, traeva l’ispirazione per le sue opere nell’atmosfera monferrina. Nebbia domenicale e Alba domenicale, due tele spettacolari, ci raccontano un mondo ripetitivo, privo di slanci e di gioventù, dove nulla cambia, se non la luce del giorno.

C’è anche chi fa vivere il naturalismo nel paesaggio urbano, tra i Navigli e il Carrobbio. Bellissima, misteriosa e gioiosa la Nevicata di Giovanni Segantini. La neve è appena caduta, un evento per Milano, allora come oggi. In primo piano due giovani signore sorridono al mondo, felici di camminare nel silenzio ovattato della nevicata.

Mosè Bianchi, Colonne di San Lorenzo.
Mosè Bianchi, Colonne di San Lorenzo.

Il fascino del “bianco” è irresistibile anche per Mosè Bianchi. In Colonne di San Lorenzo, la neve non è fonte di allegria, ma ci trasmette freddo e scomodità, mentre in La prima neve lo stesso artista ci racconta la poesia dell’inverno, sottolineando la bellezza dei colori, dal bianco degli alberi, al rosso dell’ombrello e della coperta della carrozza.

Paolo Sala, Leggendo Praga, olio su tela 112 x 157.
Paolo Sala, Leggendo Praga, olio su tela 112 x 157.

La mostra è divisa in nove sezioni, tutte estremamente interessanti. Si parte dalla Pittura di paese per proseguire con il trionfo del naturalismo lombardo fuori città e nel paesaggio urbano, tra i Navigli e il Carrobbio, fino alla vita en plein air. L’ultima sezione è dedicata al paesaggio divisionista e alle opere degli artisti che come Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo. A coronare la mostra, il trailer del docufilm dedicato a Pellizza da Volpedo, prodotto da Francesco Fei in collaborazione con l’Associazione Pellizza da Volpedo. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 07/03/2025 16:27
Ultimo aggiornamento: 07/03/2025 16:28
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