In attesa del secondo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, i prezzi degli immobili continuano a crescere in Italia. Un elemento non di poco conto se si vuole investire nel mattone. In un contesto incerto come quello che ha interessato i mercati all'inizio di questo agosto, così come con la pandemia e lo scoppio delle guerre in Ucraina e Medioriente, l'investimento immobiliare è infatti ancora un'opzione considerata valida dagli Italiani.
A dimostrarlo sono gli ultimi dati di Tecnocasa, secondo cui lo scorso anno la componente di acquisto a scopo d'investimento è stata del 19,5%. La percentuale nelle grandi città sale al 28,6%, a conferma dell'attrattività che queste esercitano sui risparmiatori italiani, mentre se si guarda alla taglia la tipologia più acquistata con questo scopo è il bilocale (34,8%).
Facendo un breve recap sull'andamento atteso dei prezzi, i dati di Nomisma relativi alle 13 principali città italiane parlano di una crescita a inizio 2024 dell'1,9%, con un massimo a Milano (+3,2%) anche se a quote dimezzate rispetto al 2022, mentre il minimo lo ha toccato Catania (+0,3%). Le previsioni di Nomisma vedono valori nominali (non considerando l'inflazione) in crescita del 2% sia quest'anno che il prossimo, mentre nel 2026 l'incremento atteso dei prezzi medi nelle 13 città italiane è dell'1,9% per quanto riguarda i valori reali.
Dopo il ridimensionamento degli ultimi 18 mesi, secondo Nomisma il mercato immobiliare italiano sembra destinato a riprendere quindi una traiettoria ascendente sia in termini di prezzi che di compravendite.
Ipotizzando un orizzonte temporale relativo ai prossimi tre anni, secondo le analisi dell'ufficio studi del gruppo Tecnocasa, sono Milano e Napoli le due città in cui si attendono rivalutazioni più alte con incrementi in entrambi i casi del 5%.
Il capoluogo meneghino è infatti la città che da sempre attira più investitori. Gli importanti interventi di riqualificazione che hanno interessato la città negli ultimi anni hanno determinato la crescita dei valori più significativa in Italia. Tra le aree che ancora potranno beneficiare degli interventi in corso, secondo gli esperti, ci sono quelle a ridosso di scalo Farini, con i quartieri di Bovisa, Maciachini e delle zone limitrofe, insieme alle aree di scalo di Porta Romana, dove si lavora alle strutture per le Olimpiadi. Entrambi i quartieri registrano valori ancora bassi rispetto alla media della città e hanno margini di aumento, sebbene gli effetti della riqualificazione siano stati in parte già scontati. Il capoluogo campano, invece, negli ultimi anni ha visto una vera e propria corsa all'investimento con finalità turistico-recettivo grazie all'incremento dei flussi turistici.
Secondo gli esperti, a Napoli uno dei quartieri che potrebbe riqualificarsi e rivalutarsi in termini di prezzi è San Giovanni a Teduccio, dove si prevede lo sviluppo del polo universitario già potenziato con l'arrivo della Apple Developer Academy, la riqualificazione del lungomare, delle spiagge e la nascita di nuove costruzioni, spazi per la collettività e aree verdi in luogo dell'area di Taverna del Ferro.
Tra le altre città italiane, anche per la capitale, Bologna e Torino potrebbero esserci possibilità di rivalutazioni dei prezzi fino a un incremento del 3% nei prossimi tre anni.
Per quanto riguarda Roma, dall'ufficio studi di Tecnocasa sottolineano che i quartieri intorno ai punti turistici sono sempre ambiti dagli investitori anche se hanno prezzi elevati e chi investe deve mettere in conto budget importanti, soprattutto in centro.
Uno dei quartieri che potrebbe essere al centro di una riqualificazione nei prossimi anni è Pietralata, dove si prevede la realizzazione di un importante polo tecnologico, Rome Technopole. Gli ottimi collegamenti del quartiere con l'università La Sapienza e la presenza della metropolitana sono elementi ulteriori per agganciare gli investitori. Su Bologna, invece, gli addetti ai lavori segnalano che potrebbe essere interessante guardare all'area di San Donato-San Donnino e a quella della Bolognina. La prima, dove si concentrano importanti facoltà universitarie, sarà coinvolta nel progetto della cosiddetta Silicon Valley Emiliana. Attorno a via Stalingrado sorgerà infatti Tek, 277 ettari, un distretto tecnologico che cambierà l'intero volto dell'area includendo anche zone verdi, una nuova viabilità e poli scientifici. Si prevede anche la riqualificazione delle aree dismesse come l'ex Caserma Sani e le Officine Casaralta. Aspettative di miglioramento, dunque, per il quadrante nord di Bologna, dalla Fiera verso l'A13.
Infine, nel capoluogo piemontese continua a brillare la zona di Lingotto in seguito all'apertura del palazzo della Regione Piemonte e all'aumento degli eventi che si svolgono. Tra questi c'è in primis il Salone del Libro che porta in zona numerosi turisti. Vanno avanti i lavori poi anche per la Città della Salute, in particolare per la nascita del polo di medicina. Gli investitori sembrano cercare soprattutto spazi da destinare alla ristorazione o all'apertura di supermercati, ma l'interesse vira anche verso il mercato residenziale sul quale si nota un sempre maggiore interesse. (riproduzione riservata)