A Matter of Metamorphosis, la grande mostra di Simon Berger
Dal 12 aprile, Casarsa della Delizia, Pordenone, ospita le opere dell’artista che disegna sul vetro a colpi di martello. Un omaggio a Pasolini e Kafka
Guardare al mondo con uno sguardo inedito. Questa la caratteristica dell’artista svizzero Simon Berger: falegname di formazione, attivo come street artist, grazie alla sua passione per la meccanica ha scoperto lavorando sulle carcasse di auto che il metallo del parabrezza, e successivamente il vetro, sono materiali interessanti per nuove esplorazioni artistiche a colpi di martello. «Il volto umano mi ha sempre affascinato. Sul vetro di sicurezza, questi motivi prendono vita e catturano magicamente l’osservatore. È un processo di scoperta, dall’offuscamento astratto alla percezione figurativa», spiega l’artista che, con questa tecnica, ha realizzato anche il ritratto di Kamala Harris.

La realtà? Un’opera da decifrare
Guardare al mondo con uno sguardo inedito. Come ha sempre fatto Pier Paolo Pasolini, rivelando sfumature profonde e trasformando la realtà in un’opera da decifrare. Da questa similitudine tra i due artisti nasce la mostra A Matter of Metamorphosis, dal 12 aprile fino al 27 luglio, ospitata nella Sala espositiva del Comune di Casarsa della Delizia, Pordenone, città natale della madre dove il grande poeta, scrittore e cineasta visse anni fecondi della sua ispirazione poetica e dov’è sepolto. Un omaggio anche in occasione dei 50 anni della morte di Pasolini, celebrato da Berger in un’opera che raffigura l’occhio del poeta e che sarà donata al comune di Casarsa della delizia.

Tra passato e presente
L’esposizione A Matter of Metamorphosis, curata da Sandrine Welte, Pasquale Lettieri, coordinata dalla project manager Sandra Sanson, con il sostegno dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e in collaborazione con la galleria Cris Contini Contemporary, fa parte del progetto culturale TrasformARTI: l’arte come strumento per immaginare il futuro che esplora temi di cambiamento e metamorfosi nella società. In questo contesto, le opere di Simon Berger stabiliscono un dialogo tra passato e presente, sollecitando una riflessione sulla condizione umana e sulla società che ci circonda.

Non solo Pasolini, ma anche Kafka
Le opere esposte toccano anche i temi della solitudine e dell’alienazione, centrali nella Metamorfosi di Franz Kafka. Berger, attraverso la sua tecnica unica con il vetro, riflette la stessa frattura esistenziale e il senso di disconnessione che permeano la narrativa kafkiana, evocando nello spettatore il conflitto interiore e il senso di estraneità che pervadono la condizione umana. L’artista modella il vetro con l’uso di un martello, assestando colpi precisi e controllati: più sono ravvicinati e brevi, più forti sono i contrasti e le sfumature. Ogni impatto con la superficie crea un’alterazione che diventa parte integrante dell’opera, fratture che raccontano storie di trasformazione.

L’incontro tra arte e distruzione
La lastra di vetro non è solo la base su cui l’artista lavora, ma diventa il veicolo di un linguaggio visivo che gioca con la trasparenza e i riflessi, creando contrasti sempre più intensi dove luci ed ombre si intrecciano. Le immagini che emergono da queste crepe raccontano di un’intensa morfogenesi dove arte e distruzione si incontrano e danno vita a una nuova forma di bellezza. In questo processo, il martello non agisce come uno strumento di demolizione, ma come un mezzo per far emergere la forza espressiva del vetro, creando un dialogo tra la materia e lo spettatore. (Riproduzione riservata)
Native Content