A Forte dei Marmi è caccia al tesoro segreto di Mitoraj dal Museo di Pietrasanta a Versiliana e Alpemare
Lo scultore polacco aveva una passione per la Versilia, amore ricambiato come dimostra il primo spazio d’arte pubblico intitolato a Mitoraj e la collettiva per i 10 anni dell’Alpemare di Bocelli
Con la Versilia Igor Mitoraj ha sempre avuto un rapporto viscerale e non poteva essere altrimenti. Lo scultore polacco, con la cultura classica scritta letteralmente nel nome, e Pietrasanta, la Piccola Atene con la vocazione per l’arte scolpita nella sua storia, dalla monumentale piazza San Lorenzo, dove ancora aleggia lo spirito di Michelangelo, alle vibrazioni internazionali delle grandi gallerie nascoste nelle sue strette stradine.
Mitoraj aveva scelto Pietrasanta già nel 1983 e la capitale della Versilia l’ha ricambiato fin dall’inizio. Questo scambio d’amorosi sensi culmina oggi con la dedica più alta, intitolando a lui il primo spazio d’arte pubblico della cittadina.

Inaugurato a giugno, il Museo Mitoraj infatti si propone non come semplice tributo ma come nuovo polo culturale della Versilia come si intuisce dai nomi coinvolti nel progetto. A partire dal direttore nominato nel 2024, Frank Boehm, figura poliedrica di curatore e architetto, docente ed editore, che si è fatto notare tra l’altro per il ruolo di curatore della Deutsche Bank Collection Italy. Fino allo studio di architettura OBR, fondato da due ex talenti di Renzo Piano, Paolo Brescia e Tommaso Principi già autori di progetti d’intervento su realità già esistenti come il Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano e la Galleria Sabauda di Torino.

Il progetto del museo-lanterna
Lo spazio del progetto è quello utilizzato fino a dieci anni fa per il mercato comunale della cittadina e guadagna allo spazio urbano un nuovo asse di passeggiata che porta dalla stazione di Pietrasanta al centro.

Lo spazio monumentale è stato trasformato dallo studio OBR in un ambiente ampio e trasparente, dove la luce naturale filtra dalle pareti di vetro, di giorno. Dopo il tramonto. Invece, il Museo Mitoraj si trasforma una lanterna urbana diventando opera in sé e illuminando i due elementi dal forte valore simbolico che caratterizzano la facciata il prato verde all’ingresso di piazza Oberdan: Corazza, scultura monumentale in bronzo di Mitoraj e un grande ulivo secolare, albero legato alla cultura classica e molto amato dall’artista.
Che cosa vedere
Il museo è visitabile tutti i giorni con orari da vacanze in Versilia è aperto infatti dalle 18 alle 23 e nella sola mattina di venerdì, dalle 10 alle 13. Da settembre le aperture saranno da giovedì a domenica e gli orari si spostano sulla fascia diurna, dalle 10 alle 17. In mostra, per ora, si possono ammirare circa una settantina di opere, parte del lascito della Fondazione Mitoraj.

Le opere dell’allestimento scelto per l’inaugurazione sono tra le più significative dell’artista e danno un’idea della sua capacità di mantenere una cifra stilistica forte aldilà delle dimensioni: dal macro come Bocca della rocca bianca, scultura in marmo bianco apuano da mezzo quintale circa, fino al micro dei piccoli monili come la piccola Gorgone o il Torso bijoux, piccolo gioiello d’argento dorato con un frammento di un torso classico, fino al bozzetto e alla maquette della grande Fontana del Centauro, che oggi si trova a Milano ed è diventata segno distintivo del quartiere Barona.
Caccia al tesoro di Mitoraj
Molte delle opere di Mitoraj sono state pensate e realizzate per dialogare con lo spazio esterno che le ospita. Esempio magistrale è il Centauro della Valle dei Templi di Agrigento (2011), o il Fallen Angel di Canary Wharf a Londra (2001) o ancora uno dei suoi Ikaro, di piazza dei Miracoli a Pisa o la Porta di Santa Maria degli Angeli alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma (2006).

Ma i primi lavori inseriti in contesto urbano si trovano, ça va sans dire in Versilia e risalgono alla fine degli anni 80. I primi sono stati pensati da Igor Mitoraj per Pietrasanta: l’Asclepios di piazza del Duomo, Pietrasanta e il Centurione I entrambi in piazza del Duomo nel 1988; cui si è unito Daedalus, l’anno dopo. Ma molte altre sono le incursioni verso mare, dal Torso Alato nel Parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta (1995) all’Ikarìa che, da anni, troneggia davanti all’ingresso del bagno Maìto.
Mitoraj all’Alpemare di Forte dei Marmi
Ma la passeggiata tra le opere di Mitoraj continua per tutto il lungomare di Forte dei Marmi e da Marina di Pietrasanta arriva fino a Vittoria Apuana. Un rapporto speciale è quello che lega le opere dell’artista con l’Alpemare, il bagno di proprietà del tenore Andrea Bocelli, grazie al rapporto di collaborazione e di amicizia con la Galleria d’Arte Contini. Lo conferma la straordinaria mostra collettiva Alpemare 10th Anniversary: Art Collection, che celebra il decimo anniversario dell’acquisizione da parte della famiglia Bocelli dello storico stabilimento balneare di Forte dei Marmi, frequentato nel corso della sua lunga storia da Gabriele D’Annunzio e Thomas Mann, Montale e Ungaretti, Edith Piaf e Luchino Visconti.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre (seguendo gli orari di apertura del bagno, dalle 8 del mattino alle 20 di sera tutti i giorni e nel fine settimana fino alle 23) e ripercorre gli ultimi dieci anni, in cui l’iconico stabilimento azzurro si è trasformato in galleria a cielo aperto. Anzi, pied-dans-l’eau, prestandosi come quinta scenica tra il mare e le Apuane alle opere di grandi artisti, come quelle di Lorenzo Quinn, l’anno scorso. La mostra di quest’anno assume una forma diversa: non si tratta di una mostra personale, ma di una collettiva che riunisce tutti i grandi protagonisti dei progetti passati, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Park Eun Sun, Mario Arlati e naturalmente Igor Mitoraj.
Caccia al tesoro
Tra i capolavori da ammirare all’Alpemare, ci sono i Cacciatori di Adriano, coppia di figure in bronzo con la caratteristica patina nera che nella loro bellezza classica, sublimano la fragilità dei miti e della condizione umana e Luci di Nara Pietrificata, volto frammentato, perfetto nelle sue imperfezioni, una delle ultime sculture monumentali realizzate dall’artista.
La caccia al tesoro delle opere dell’artista è uno splendido gioco che si estende ben oltre i confini della Versilia e che continua grazie all’applicazione Trova Mitoraj sul sito della Fondazione. (Riproduzione riservata)
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