Dal Giappone, dove è in visita ufficiale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto inviare un messaggio per la Giornata Internazionale della Donna. «In un momento delicato per la vita della comunità internazionale, desidero rivolgere, in occasione dell’8 marzo, un saluto e un pensiero di gratitudine a tutte le italiane e a tutte le donne che lavorano in Italia e contribuiscono al benessere nazionale», è l’incipit del messaggio.
«Abbiamo acquisito negli ultimi decenni piena consapevolezza che le politiche per la parità di genere, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, non si sono risolte solamente in un vantaggio per le donne, ma hanno apportato benefici, ricchezza, frutti positivi per l’intera collettività. La promozione dei diritti», prosegue Mattarella, va infatti di pari passo con lo sviluppo civile ed economico delle società. Per questo motivo occorre impegnarsi ancora, con decisione e lungimiranza, per colmare quei divari - culturali, salariali, di istruzione, di sviluppo della carriera - che permangono in alcuni ambiti nazionali.
Particolare attenzione va ancora riposta nel fronteggiare la piaga - vergognosa e inaccettabile - della violenza contro le donne. Ogni femminicidio, ogni discriminazione, ogni maltrattamento, sono un’aggressione all’intera società. Occorre continuare con l’opera di repressione e di prevenzione».
«Ma, contemporaneamente, bisogna proseguire con un’azione educativa, a partire dalle generazioni più giovani, che promuova una cultura di effettiva parità sradicando stereotipi, pregiudizi e abitudini consolidate. C’è bisogno, in questa grande battaglia di civiltà, del contributo di tutti, donne e uomini, che devono trasmettere - in tutti i contesti - una cultura del rispetto e lo sdegno e la riprovazione per parole e azioni discriminatorie e violente. Eguale impegno va perseguito per politiche familiari inclusive che favoriscano la libera determinazione: una donna non deve essere mai posta di fronte al dilemma di scegliere tra famiglia e professione».
La tappa a Hiroshima, raggiunta con il treno ultra-veloce Shikansen, ha visto Mattarella deporre una corona al Memoriale della Pace, rendendo omaggio alle vittime della bomba atomica che colpì la città il 6 agosto 1945. In seguito, Mattarella ha visitato il Museo della Pace, voluto per testimoniare la distruzione del bombardamento e rammentare l’importanza della pace nel mondo, per poi recarsi alla Torre Orizuru, all’incontro con il presidente di Nihon Hidankyo, Toshiyuki Mimaki, e l’Associazione Hidankyo di Hiroshima. (riproduzione riservata)