60 anni di Jeep Safari: a Moab il deserto diventa un laboratorio estremo
Nel cuore dello Utah, canyon e rocce rosse diventano il teatro del fuoristrada più iconico d’America. Qui, tra paesaggi estremi e 60 anni di Easter Jeep Safari, Jeep testa il futuro delle sue 4x4
Moab, contea di Grand, Utah: coordinate 38°34'21? N, 109°32'59?W, è una cittadina di poco più di 5000 abitanti, situata a 1227 metri di altitudine. Circondata da suggestivi parchi nel raggio di 200 km: Arches National, Dead Horse Point State, Canyonlands, Goblin Valley e Capitol Reef. Da visitare, ma anche tutto il resto è comunque uno spettacolo della natura: l’arenaria rossa erosa dal vento ha formato sculture e archi, mentre il fiume Colorado e vari torrenti hanno scavato canyon creando paesaggi unici, con l’ulteriore pregio di essere concentrati in un’area non troppo estesa, considerando il continente dove regnano i grandi spazi.
Strade panoramiche per chi si accontenta, mentre per l’esplorazione avventurosa tutto, ma proprio tutto, attorno a Moab è organizzato per il fuoristrada: paradiso degli «offroad addicted», in una parola ancor più yankee: «jeepers».

Dal 1967 quando il primo safari pasquale di Jeep (molte delle quali allora erano ancora le ex militari Willys MB e la gemella Ford GPW), suscitò grande interesse anche per l’esposizione di nuovi modelli, che dalla durata di una sola giornata, principalmente dedicata all’esplorazione dei territori circostanti, si è costantemente evoluto, arrivando a nove giorni di festival. Appuntamento immancabile per gli appassionati, tenuti giustamente in considerazione dal marchio Jeep, che da 60 anni presenta prototipi e concept dedicati. Anche in azione e da provare, per emozioni esaltanti, in una celebrazione del pianeta offroad in vista durante la settimana che si conclude con la domenica di Pasqua.

Nel 2026 Jeep, celebrando il 60° anniversario dell’evento, ha presentato cinque anticipazioni, tra polvere e le celebri «Slick Rocks», arenarie rosse lucidate dal passaggio dei mezzi e rese così ancor più scivolose e ardue da superare, rendendo luoghi ed evento un realistico ed estremo banco di prova per le prossime Jeep, davanti a decine di migliaia di esperti appassionati.
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Percorsi spettacolari, magari non impegnativi su lunghe distanze come il celebre Rubicon Trail, considerato l’università del fuoristrada americano: vale infatti la certificazione «Trail Rated» il cui badge appare sulle Jeep più performanti fuori asfalto, diventando ulteriore motivo d’orgoglio dei proprietari di tali versioni, ma il Jeep Safari a Moab è un momento stagionale imperdibile.

Bob Broderdorf, ceo Jeep, non è meno entusiasta nel presentarlo: «È un banco di prova che onoriamo e proteggiamo, un territorio in cui continuiamo a investire e una località che siamo orgogliosi di chiamare la nostra seconda casa. L’Easter Jeep Safari ha plasmato il marchio per decenni, alimentando l’evoluzione delle nostre 4x4, rafforzando il legame con la comunità e con le migliaia di appassionati Jeep che tornano anno dopo anno. Nel 2026 presentiamo concept e veicoli di produzione, nuove esperienze e attivazioni per il pubblico, pensate per mostrare tutte le nostre capacità offroad e l’essenza di ciò che è Jeep».

A Moab sono presenti nuove concept Jeep e versioni con allestimenti Jeep Performance Parts (marchio della controllata Mopar) che rendono omaggio alle radici di Jeep, anticipando al contempo il futuro del fuoristrada. Parallelamente si persegue la tutela del territorio con la pulizia dei sentieri, guidata dai dipendenti Jeep e JPP con l’associazione locale Red Rock 4 Wheelers e il Bureau of Land Management, sul percorso Fins and Things. Con ripristino dei sentieri, rimozione di rifiuti e detriti, riparazione e costruzione di muri in pietra e recinzioni, recupero delle aree lungo i tracciati.

Concept che all’Easter Jeep Safari 2026 celebrano l’eredità 4x4 di Jeep e i suoi modelli iconici, aggiungendo una forte impronta di carattere e visione futura, composta per questa speciale edizione da cinque pezzi (diversamente dal titolo del famoso film con Jack Nicholson del 1970) tutt’altro che facili.
Due Jeep Wrangler: Anvil 715 Concept, capace, funzionale e studiata nei dettagli, senza elementi superflui, e Buzzcut Concept JPP dal design compatto e sportivo, a due posti con capacità offroad estreme e maggiore spazio di carico per le avventure più lunghe. Più una terza: Laredo Concept è una reinterpretazione essenziale basata su allestimento Willys, che esalta semplicità, meccanica pura e immagine Jeep classica.
Si passa al lusso full-size di Jeep Grand Wagoneer Commander Concept, con funzionalità offroad, per comfort premium e capacità di traino.
Jeep XJ Pioneer Concept celebra l’innovazione introdotta nel 1984 con Cherokee che ha cambiato l’immagine Jeep, portandola nella quotidianità urbana (soprattutto femminile) e senza limarne le prestazioni offroad, ideale collegamento al ritorno di Cherokee nel 2026. Con gli 85 anni di storia del marchio. (Riproduzione riservata)
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