Il primo giugno del 1998 partiva ufficialmente l’unione economica e monetaria istituita dal trattato di Maastricht, della quale la Bce e la prima istituzione fondamentale. Sei mesi dopo sarebbe stata introdotta la moneta unica.
Se il periodo centrale del secolo scorso è stato definito il “secolo breve” per la quantità di sconvolgimenti storici e sociali che ha registrato, i primi 25 anni della Bce possono essere definiti il “quarto di secolo breve” per le tante dinamiche finanziarie che hanno perfino provocato un ripensamento della dottrina economica classica.
A Francoforte hanno scelto di festeggiare il compleanno a fine maggio, con una settimana di anticipo. La ricorrenza effettiva, però, resta l’occasione di un bilancio e di una proiezione sul futuro. Parla Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Sociètè Generale e reduce dalle celebrazioni all'Eurotower della quale è stato anche membro del board. Nella sua analisi l’effetto anche “politico” delle scelte della Bce, gli attuali rischi di turbolenze per il comparto non bancario, troppo poco regolamentato, la difesa delle cedole che gli istituti di credito devono garantire agli azionisti, e i motivi per i quali andrebbe ratificato il Mes anche in Italia. Insieme a un’analisi dei primi 25 anni di vita di un'istituzione che per alcuni ha in parte tradito il proprio mandato e per altri ha giocato un fondamentale ruolo di motore della crescita e dell'integrazione europea. (riproduzione riservata)