I rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni dell'Eurozona hanno chiuso grossomodo stabili, con il tasso di finanziamento del decennale tedesco a -0,29%. Poco mosso lo spread Btp/Bund, a 102,587 punti base, che sembra guidato nelle ultime sedute più che altro dalla dinamica domanda/offerta.
Il volume dell'offerta da 6-7,75 miliardi di euro all'asta dei titoli di Stato italiani di domani superiore a quanto previsto dagli analisti, in particolare dopo l'operazione a doppia tranche da 12 miliardi di euro della scorsa settimana.
L'imminente asta di titoli di Stato prevede l'emissione di Btp all'aprile 2024, al marzo 2037 e al giugno 2026. Tra le obbligazioni in offerta, gli esperti si dicono favorevoli ai Btp dell'aprile 2024 contro i Btp nell'area gennaio-agosto 2023, poiché il segmento triennale della curva dei rendimenti italiana si è abbassato rispetto alle scadenze piu' brevi.
Alcuni analisti, inoltre, stimano che i Bund tedeschi a 10 anni rimarranno all'interno della recente fascia di trading, senza che i prezzi si indeboliscano in modo significativo. In termini di spread sui rendimenti dei titoli di Stato della zona euro, gli esperti mantengono una visione di un graduale restringimento nel medio termine.
Infine, la riunione politica della Banca Centrale Europea del 22 aprile, le potenziali notizie dalla Corte costituzionale tedesca sul Recovery Fund dell'Ue e le decisioni sui rating italiani sono potenziali fattori scatenanti per i mercati dei titoli di Stato della zona euro. Gli esperti, tuttavia, non si aspettano "una grande sorpresa" alla riunione della Bce a causa delle misure prese a marzo, e ritengono comunque improbabile che la decisione del tribunale tedesco porti a un blocco permanente del Recovery Fund.