I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono saliti, dopo il brusco calo di ieri, che ha seguito l'altrettanto violenta discesa dei tassi dei Treasury Usa. Oggi sul fronte macro sono arrivati i dati definitivi sull'inflazione dell'Eurozona a marzo, in linea con i numeri preliminari, e le letture sull'attività economica cinese, che continua ad espandersi a un ritmo forte.
Il rendimento del Bund a 10 anni è salito di due punti base a -0,26%, stabile a 102 punti base lo spread Btp/Bund. L'economia cinese è cresciuta del 18,3% nel primo trimestre rispetto all'anno precedente, un tasso di crescita record che è stato causato dal minimo indotto dal coronavirus all'inizio del 2020, ma che riflette anche lo slancio continuo nella seconda economia più grande del mondo.
L'indice dei prezzi al consumo nell'area euro a marzo, secondo la lettura definitiva, è salito dello 0,9% a livello mensile e dell'1,3% su base annua, in linea con il consenso. L'indice dei prezzi core, che esclude le componenti dell'energia, degli alimenti e dell'alcool, è salito dell'1,0% a livello mensile e dello 0,9% su base annuale.
Secondo gli esperti, i titoli di Stato della periferia dell'Eurozona dovrebbero fare meglio delle obbligazioni core nei prossimi due mesi. Secondo le previsioni degli analisti, il ritmo accelerato degli acquisti di asset da parte della Banca centrale europea nell'ambito del programma di Qe di emergenza pandemico spinge a favore di spread ridotti nei prossimi due mesi. Tuttavia, gli esperti non si aspettano che gli spread scendano a nuovi minimi. Questo contesto probabilmente consentirà alla periferia di sovraperformare rispetto al core a causa di un carry più elevato e di bassi rischi di ampliamento degli spread.