I rendimenti dei titoli di Stato europei sono scesi nella seconda parte di seduta, dopo i solidi dati macroeconomici statunitensi. Il tasso di finanziamento del Bund è calato a -0,29%, mentre lo spread Btp/Bund è sceso a 102 punti base.
Negli Usa, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 193.000 unita' a quota 576.000, mentre il consenso raccolto dal Wall Street Journal si attendeva un dato a quota 710.000 unità. Sempre negli Stati Uniti, la produzione industriale è salita dell'1,4% a livello mensile a marzo, questa volta deludendo leggermente il consenso degli economisti (+1,6% m/m). Per quanto riguarda i dati macro europei, invece, l'indice dei prezzi al consumo definitivo tedesco è salito dello 0,5% a livello mensile e dell'1,7% su base annuale a marzo. I dati sono in linea alla lettura preliminare e il consenso. Inoltre l'indice dei prezzi al consumo armonizzato è salito dello 0,5% a livello congiunturale e del 2% su base tendenziale, anche in questo caso in linea alla lettura flash e al consenso. In Francia, secondo la lettura definitiva, l'inflazione armonizzata nel mese di febbraio è salita dello 0,7% su base mensile e dell'1,4% su base annua. Lo ha reso noto l'ufficio statistico nazionale Insee.
In Europa il focus resta sempre su una possibile riduzione degli acquisti di asset da parte della Banca centrale europea. Ciò indicherebbe, per gli esperti, un rischio al rialzo per i tassi nominali e reali, come è avvenuto negli Stati Uniti nel primo trimestre, e gli analisti prevedono che la Bce normalizzi gli acquisti nell'ambito del Qe di emergenza pandemica nella riunione di giugno, dopo aver accelerato il ritmo nel trimestre successivo alla riunione di politica monetaria di marzo.