Lo spread Btp/Bund ha chiuso stabile a 101,9 punti base, dopo che il Mef ha portato avanti il collocamento via sindacato bancario di due titoli di Stato, registrando una forte domanda da parte degli investitori. Il Tesoro italiano ha collocato via sindacato 12 miliardi di euro di Btp in due tranche, riaprendo un titolo a sette anni e lanciando un nuovo bond a 50 anni.
Nel dettaglio, Roma ha emesso 7 miliardi di euro di Btp a marzo 2028. La domanda ha superato i 66 miliardi di euro, compresa quella dei lead manager della transazione. Il titolo, che ha una cedola annua dello 0,25%, è stato prezzato a 99,238, con un rendimento reale annuo dello 0,362%, secondo una delle banche lead manager. Il Tesoro ha poi collocato 5 miliardi di euro di Btp a marzo 2072, con la domanda che ha superato i 64 miliardi di euro. Il titolo, che ha una cedola annua del 2,15%, è stato in questo caso prezzato a 99,467, con un rendimento reale annuo del 2,179%. Le banche lead manager della transazione sono state Barclays, BofA Securities, Jp Morgan, Societe Generale e UniCredit.
Secondo gli esperti, le transazioni sindacate italiane e portoghesi arrivano in un contesto favorevole per le emissioni, spinto da un ritmo più rapido di acquisti di asset da parte della Banca centrale europea dopo il meeting di marzo.
Anche il Portogallo ha collocato via sindacato 4 miliardi di euro di titoli di Stato al 2031, con il libro ordini che si è attestato a 30 miliardi di euro. Lo spread sull'obbligazione è stato fissato a 28 punti base sopra il mid-swap. Nel frattempo, la Germania ha collocato 3,307 miliardi di euro di Bobl a cinque anni con un rendimento al -0,66% e un rapporto di copertura a 1,7.