BeautyZara respinge le accuse di Estée Lauder sul caso Jo Malone
Inditex sostiene che l’uso del nome della maître parfumeur nelle fragranze del retailer spagnolo rispetti le linee guida concordate nel 2020. Al centro della disputa, il confine tra identità personale e marchio commerciale
Scontro legale nel Regno Unito tra Zara ed Estée Lauder sul caso Jo Malone. Secondo quanto riportato da Reuters, nei documenti depositati presso l’Alta corte britannica Itx, la controllata inglese del gruppo Inditex, ha negato di aver violato il trademark legato al nome Jo Malone, sostenendo che l’uso della firma della celebre parfumeur nelle collezioni fragrance sviluppate con il retailer sia conforme ai principi indicati dalla stessa Estée Lauder nel 2020.
La controversia nasce dalla collaborazione avviata nel 2019 tra Zara e Jo Malone, già fondatrice dell’omonimo marchio di profumi ceduto a Estée Lauder nel 1999. Dopo l’uscita dall’azienda nel 2006, Malone ha lanciato nel 2011 il nuovo brand Jo loves. Secondo la causa intentata da Estée Lauder lo scorso marzo, Zara avrebbe usato impropriamente il nome Jo Malone nelle descrizioni online delle fragranze e sul packaging dei prodotti. Sebbene i flaconi riportino esclusivamente il branding Zara, nel mirino del gruppo cosmetico sono finite diciture come «Created by Jo Malone cbe, founder of Jo loves» presenti sul retro delle confezioni.
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Nella propria difesa, Itx ricorda però che già nell’agosto 2020 Estée Lauder aveva contestato l’uso del nome Jo Malone in un post pubblicato sull’account Weibo ufficiale di Zara in Cina. Due mesi dopo, gli avvocati della multinazionale americana avrebbero chiarito che alcune formule identificative erano ammesse, suggerendo l’utilizzo di espressioni come «Jo Malone cbe», «Ms Jo Malone» o «Ms Malone» per distinguere la persona fisica dal marchio commerciale. Per questo motivo, Zara ritiene che le attuali diciture, oggi aggiornate in «In collaboration with perfumer Ms. Jo Malone cbe, founder of Jo loves», siano perfettamente allineate alle indicazioni ricevute.
Il procedimento apre anche una questione più ampia sul diritto della creativa britannica a usare il proprio nome in ambito professionale dopo la cessione del marchio. Nei documenti legali, Itx sottolinea infatti come il caso sollevi il tema di «come Malone possa riferirsi a se stessa in modo equo e legittimo» alla luce dei diritti detenuti da Estée Lauder. Nelle scorse settimane, Jo Malone ha commentato pubblicamente la vicenda attraverso un video pubblicato sul proprio profilo Instagram, spiegando che Zara «ha contattato lei come persona, non un brand o un logo», e ribadendo che la collaborazione non avrebbe alcun legame con il marchio Jo Malone London.
Itx ha inoltre respinto le accuse di «passing off», pratica che consiste nel presentare prodotti in modo da indurre il consumatore a credere che appartengano a un altro brand. Sul sito britannico del retailer, referenze come «Energetically New York», «Elegantly Tokyo» e «Fashionably London» vengono vendute a 35,99 sterline (pari a circa 41,65 euro al cambio di oggi) per 100 ml, contro le oltre 122 sterline (141,2 euro) richieste per le fragranze Jo Malone London dello stesso formato. (riproduzione riservata)
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