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Vendite World cup per 1,5 miliardi danno l’assist sul listino ad Adidas

I fan hanno quadruplicato gli acquisti di maglie e raddoppiato quelli dei palloni branded dalla label tedesca da 25 miliardi di fatturato. Parola del ceo Björn Gulden, ottimista sulla guidance per il full year. Una performance solida che spinge il titolo al rialzo sull’indice di Francoforte atteso tra + 15% e +35% da 24 istituti, con rating medio Buy

di Tommaso Palazzi
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Il campione spagnolo Lamine Yamal con la maglia dell’Adidas (ph Adidas official website)
Il campione spagnolo Lamine Yamal con la maglia dell’Adidas (ph Adidas official website)

Quando il calcio segna, Adidas incassa. E questa volta il risultato si legge tanto nelle casse del gruppo quanto sul tabellone della Borsa di Francoforte. Il colosso tedesco ha infatti rivisto verso l'alto le stime di fatturato generate grazie alla World cup: il torneo porterà ricavi per circa 1,5 miliardi di euro, all’estremo superiore della forchetta indicata in precedenza. Nel conto rientrano non solo divise da gioco e palloni, ma anche l'abbigliamento lifestyle ispirato alla competizione.

«Abbiamo venduto quattro volte più maglie rispetto al precedente Mondiale e il doppio dei palloni», ha dichiarato il ceo Björn Gulden. Le maglie del Messico sono risultate le più richieste tra le quattordici nazionali equipaggiate da Adidas, confermando la capacità del gruppo di trasformare i grandi appuntamenti calcistici in un potente motore commerciale.

Per la casa delle tre strisce il torneo rappresenta infatti un’accelerazione inserita in una traiettoria di crescita già ben avviata. Adidas ha chiuso il 2025 con 24,8 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 13% rispetto all'anno precedente, mentre il primo trimestre del 2026 ha già raggiunto quota 6,6 miliardi, confermando il buon momento del marchio. Gulden ha ribadito fiducia anche sulla guidance dell’intero esercizio, pur in un contesto che continua a risentire delle incognite legate ai dazi e alla volatilità dei cambi.

La partita convince anche gli investitori. Il consenso degli analisti resta schierato in attacco con 24 raccomandazioni Buy, sei Hold e nessun Sell, per un target price medio a dodici mesi di 207,6 euro.

Tra le case d’affari più ottimiste figurano Deutsche Bank, che fissa un obiettivo di 210 euro, Ubs, che conferma il giudizio Buy indicando nel running uno dei principali driver di crescita di lungo periodo, e Piper Sandler, che ha alzato il target price a 200 euro mantenendo la raccomandazione Overweight, grazie alla spinta attesa dalle vendite legate ai grandi eventi sportivi e al miglioramento dei margini.

Più prudente Goldman Sachs, che ha rivisto il prezzo obiettivo a 185 euro, confermando però il rating Neutral. Nel complesso, le valutazioni degli analisti indicano un potenziale di rivalutazione in doppia cifra, con un upside stimato tra il 15% e il 35% e target massimi che arrivano fino a 255 euro. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/07/2026 17:01
Ultimo aggiornamento: 20/07/2026 17:03
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