BusinessValleverde, Silvagni lancia l’allarme prezzi
L’imprenditore, a capo del marchio da 30 milioni di ricavi, stima aumenti del 10-20% sulle scarpe della s-s 2027, frutto delle tensioni geopolitiche
Le ricadute degli aumenti delle materie prime sui prezzi al consumo, che saranno nell’ordine del +10-20%, arriveranno con l’estivo 2027. «Per la stagione invernale ora in distribuzione non ci sono variazioni significative, perché i listini erano stati fissati prima del conflitto nel Golfo e non potevamo aumentarli dopo aver firmato i contratti con i nostri clienti», racconta Elvio Silvagni, imprenditore calzaturiero, fondatore di Silver1 e proprietario del marchio Valleverde, acquisito nel 2015.
Una volta chiusa la campagna vendite della f-w 2026/27, i costi generali sono aumentati a doppia cifra, con un +10-15% per le materie prime e con la necessità di adeguare anche gli stipendi dei dipendenti, in crescita dell’11% nelle aziende controllate da Silver1, mentre i produttori asiatici non sembrano interessati da fenomeni analoghi, guadagnando ulteriore terreno rispetto a chi alloca le produzioni in Europa.
Il risultato, ha evidenziato Silvagni, è che: «Mentre la scarpa italiana ed europea continua a perdere quota, siamo invasi di prodotti dell’estremo oriente e adesso, a seguito degli accordi commerciali europei, è stato anche azzerato il dazio sulle scarpe che arrivano dall’India e dai Paesi del Mercosur».
Le società di Silvagni sono comunque al riparo dalle tempeste. Valleverde ha infatti confermato, nel 2025, il risultato dell’anno precedente, con circa 30 milioni di ricavi, 5 milioni in più rispetto al 2022. Per il marchio, l’ascesa sotto la proprietà di Silver1 è stata costante, considerando che il fatturato nell’anno dell’acquisizione era di 1,5 milioni. E il consolidato, che comprende anche il giro d’affari degli altri due brand in portafoglio, Rafting goldstar e Biomodex, è di poco inferiore ai 50 milioni.
Il vero problema, afferma però l’imprenditore, è che se le quantità messe in distribuzione aumentano, +8% per Valleverde nel 2025, il prezzo medio tende a scendere per andare incontro a un consumatore, italiano ed europeo, che deve fare i conti con la riduzione del potere di spesa, e in parte anche perché il passaggio climatico quasi immediato dall’inverno all’estate porta in vetrina sandali e scarpe aperte che notoriamente costano meno.
Ciononostante, Valleverde punta a confermare il fatturato, in controtendenza rispetto a un settore che, afferma Silvagni, «è in calo del 15% e, se l’Europa non inizia a difendere la propria manifattura applicando dazi alle produzioni effettuate laddove non riusciamo a vendere le nostre scarpe, sarà destinato alla scomparsa». (riproduzione riservata)
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