BusinessTatras ora accelera nel retail in Giappone
Il brand di piumini da 77 milioni (+18%) del gruppo Yagi aprirà due negozi a Tokyo e a Fukuoka. Si amplia l’offerta con gonne, pantaloni e calzature
Tatras aggiunge nuovi tasselli al piano di sviluppo in Giappone, investendo in parallelo sull’ampliamento della gamma prodotto, nell’ottica di un’offerta lifestyle. Sono stati inoltre rosei i risultati registrati nel 2025 dal brand di piumini di alta gamma controllato dal gruppo giapponese Yagi, specializzato nella produzione tessile. Oggi Tatras conta oltre 20 punti vendita diretti in Giappone tra corner e flagship store, un negozio a Milano in via della Spiga e più di 400 doors wholesale. Le sedi si trovano a Milano e a Tokyo, mentre la produzione è realizzata per la maggior parte in Polonia e poi tra Italia, Giappone e una piccola parte in Cina. Il percorso di crescita conferma l’obiettivo di inizio anno di raggiungere i 100 milioni di euro di business entro il 2028, come ha spiegato in questa intervista a MFF Giacomo Serrati, direttore commerciale del marchio.
Come è andato il 2025 di Tatras sul fronte numeri e che prospettive tracciate per i prossimi anni?
Abbiamo archiviato i 12 mesi a quota 77 milioni di fatturato (+18,4%) e pensiamo di crescere ancora nel 2026, nonostante lo scenario macroeconomico. Manteniamo il target dei 100 milioni entro il 2028.
Quali sono i mercati più forti?
Il Giappone rimane il fiore all’occhiello, l’Italia pesa il 9% rispetto all’estero. In Europa, siamo ben presenti in Svizzera e in Spagna, ma anche in Germania, Olanda e Austria. Tutte queste aree sono in fase di potenziamento. Sono Paesi freddi che incontrano non solo la tipologia di offerta del marchio, ma anche la sua filosofia incentrata su capi premium, eleganti, progettati bene e molto sofisticati.
Che obiettivi di espansione avete?
Lo sviluppo in Europa è più dovuto al wholesale che sta iniziando a funzionare, mentre in Giappone il piano è aprire ogni anno un paio di negozi. Dopo gli ultimi opening tra cui figura Ginza e Hiroshima, quest’anno sarà la volta di Tokyo e Fukuoka. Inoltre, dopo i pop-up di successo fatti in Taiwan, proseguiremo la spinta sull’area asiatica, in mercati come Seoul e Singapore.
Ci saranno progetti in Italia?
Il negozio di Milano sta registrando performance positive ogni mese, superando i budget. L’intenzione è aprire un altro monomarca in Europa entro il 2030, ma non sarà in Italia.
Quali sono i punti di forza del brand?
Tutta l’evoluzione che stiamo portando avanti. Stiamo lavorando sulla riconoscibilità del marchio e abbiamo implementato investimenti nei team dell’area stile, design e produzione. Mantenere uno standard qualitativo alto per noi è molto importante. Sono aumentati i volumi per ogni singola country di produzione, in Polonia ad esempio nel piumino hanno una conoscenza e una manualità di primissimo livello, così come in Italia per la maglieria e il tinto capo.
Nel 2027 festeggerete anche il 20° anniversario…
Sì, è un bel traguardo. Il gruppo sta già macinando idee su come supportare questa celebrazione.
Come state incrementando l’offerta prodotto?
Siamo diventati un lifestyle brand. Accanto al piumino e al capospalla, che rimangono il cuore pulsante delle collezioni, sono cresciute le categorie dedicate a knitwear, felperia e T-shirt. A Pitti uomo, con la spring-summer 2027, porteremo poi le calzature, gonne e pantaloni, che prima facevamo in maniera ridotta. Stiamo anche acquisendo nuove fasce di clienti, con più giovani che prediligono alta qualità e capi no logo.
Qual è l’ispirazione della collezione in scena a Pitti?
È pensata per un cliente che viaggia, dalla città ai luoghi vacanzieri. L’ispirazione parte del mare, inteso come movimento. La proposta vuole rispondere a questa mobilità attraverso capi trasformabili, dall’estetica essenziale. I materiali sono naturali, dal lino al cotone o con l’aggiunta di nylon per una maggiore performance. (riproduzione riservata)
- Crea un report programmato per monitorare l'andamento del settore della moda premium in Giappone e in Europa.
- Esplora articoli correlati all'espansione dei brand di abbigliamento di alta gamma nei mercati asiatici.
- Quali sono i principali competitor nel settore dei piumini di alta gamma a livello globale?