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A Pitti uomo 110 debutta il coreano Jiyong Kim con look tailored by the sun

Una mostra racconta il lavoro del designer, finalista dell’Lvmh prize 2024, che ha svelato alla kermesse la sua tecnica di editing dei capi attraverso i fenomeni atmosferici. «Ogni creazione è un pezzo unico. I buyer sono entusiasti», racconta a MFF. In scena le co-lab con Puma e Clarks

di Chiara Bottoni (Firenze)
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In esclusiva per MFF, Jiyong Kim di fronte all'installazione del suo brand a Pitti uomo 110 (ph Vanni Bassetti, courtesy Pitti immagine)
In esclusiva per MFF, Jiyong Kim di fronte all'installazione del suo brand a Pitti uomo 110 (ph Vanni Bassetti, courtesy Pitti immagine)

«Ogni capo e accessorio è un pezzo unico. Chi desidera acquistarlo segna il suo nome su un book per poterlo riservare». Jiyong Kim mostra i libri che raccolgono le collezioni dell’omonimo marchio, come album ricordo, come testi che lasciano una traccia del passato. E si racconta a MFF con l’emozione di essere guest di Pitti uomo 110. Una piattaforma di lancio in Europa per il suo giovane brand, già ben noto in Corea, terra d’origine del creativo, e in Giappone ma balzato agli onori delle cronache d’occidente per essersi piazzato tra i semifinalisti dell’Lvmh prize nel 2024. «Questo contest mi ha aiutato tantissimo», ha proseguito il creativo, oggi venduto in multibrand tra cui Dover market, Isetan e Corso Como Seoul oltre che nel flagship della capitale sudcoreana, inaugurato lo scorso aprile. «I feedback dei buyer a Pitti? Sono stati tutti entusiasti del progetto e non c’era altro modo di presentarlo se non attraverso una mostra», racconta.

Un'immagine dell'installazione di JiyoungKim a Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)
Un'immagine dell'installazione di JiyoungKim a Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)

Il Magazzino 07 in Fortezza da basso è diventato così il set ideale per ospitare una grande vasca d’acqua attorno a cui sono appesi 34 trench sottoposti a un processo di trasformazione sotto i raggi del sole, la pioggia e la neve. Passo dopo passo viene raccontata l’evoluzione del capo, sun bleached appunto, in un processo che sbiadisce i colori, crea effetti grafici che potrebbero sembrare costruiti ad hoc e modella le superfici. Ed è impressionante vedere quanto dal giorno 1 al giorno 100 ci si trovi di fronte praticamente a due diversi capospalla. «Volevo raccontare il processo che c’è dietro la creatività», ha proseguito Jiyong Kim. Così le pieghe del sottovuoto sulle maglie danno origine a pattern di foglie, mentre le reti sovrapposte ai tessuti costruiscono trame uniche e non replicabili.

Un'immagine dell'installazione di JiyoungKim a Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)
Un'immagine dell'installazione di JiyoungKim a Pitti uomo (courtesy Pitti immagine)

La forza del brand risiede anche nelle sue collaborazioni, spesso andate sold out come quella con Samsung per la customizzazione in un centinaio di esemplari di una cassa acustica. Oppure le partenership con Clarks per le calzature e la seconda, inedita finora, co-lab con Puma per la rivisitazione di un modello iconico di sneaker customizzato sulla suola e sulla tomaia. O anche quella con Super 73 per una bicicletta elettrica. A dimostrare quanto una tecnica e un concetto possano essere applicabili con successo a più dimensioni. E a conferma del potere della natura, capace di trasformare con maggiore forza rispetto a qualsiasi processo industriale. Un fenomeno che ha progressivamente conquistato il mercato e che sta permettendo a JiyongKim di crescere in maniera esponenziale dalla sua fondazione nel 2021. Nel 2025 le vendite sono pressoché raddoppiate e nel 2026 la prospettiva è di replicare questo trend, avvicinandosi ai 5 milioni di dollari di ricavi a breve termine. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 17/06/2026 19:09
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