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Tagliatore vuole portare l’export al 60% dei ricavi

Questo è l’obiettivo a tre stagioni per la label da 40 milioni, oggi generati per il 50% dall’Italia. Bene gli Stati Uniti e il Giappone, dove sono attive 60 doors

di Alice Merli
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Un look Tagliatore (courtesy Tagliatore)
Un look Tagliatore (courtesy Tagliatore)

Tagliatore guarda all’espansione oltre l’Italia. «Stiamo pensando molto di più all’estero, che oggi vale circa la metà dei ricavi. Vorrei arrivare al 60% in tre, quattro stagioni. In Giappone (dove l’azienda è attiva con 60 doors, ndr.), abbiamo trovato un temporary showroom più grande a Tokyo, mentre stiamo raccogliendo buoni risultati negli Stati Uniti, dove ci siamo affacciati da un paio di anni», ha spiegato a MFF Pino Lerario, direttore creativo del brand made in Puglia ed esponente della seconda generazione della famiglia fondatrice. «Sempre in Asia, stiamo facendo piccoli passi in Cina. Quanto all’Europa, abbiamo preso nuovi agenti per il mercato tedesco, quelli scandinavi funzionano, anche la Turchia».

Il marchio è presente nel mondo con una rete di oltre 600 clienti wholesale. «Dopo aver chiuso il 2025 a 40 milioni di euro di fatturato, contiamo di rimanere stabili nel 2026. La stagione non è facile, i negozianti sono in difficoltà perché tanti brand e maison stanno vendendo a meno e in generale c’è meno disponibilità economica. Dal nostro canto, abbiamo sell out ottimi», ha proseguito Lerario. «Il Made in Italy è ancora un punto di forza, ma il mondo sta cambiando e con esso l’abbigliamento classico. Stiamo cercando di dare nuova identità al prodotto attraverso capi trasversali. La giacca abbandona la rigidità e si avvicina alla leggerezza della camicia, mentre quest’ultima diventa over da portare anche con una T-shirt e un pantalone largo».

La collezione spring-summer 2027 dedicata al menswear, che pesa per il 75% sulle vendite complessive, ruota così attorno al concetto di ibridazione e a una costante ricerca dei materiali. «Durante queste giornate di Milano moda uomo accoglieremo i clienti nel nostro showroom milanese di corso Italia. Stiamo pensando di presentare le novità del maschile assieme alla donna a settembre». Quanto alle novità della hot season, «Tutte le stagioni abbiamo la fortuna di creare capi con materiali esclusivi. L’estate vira su sete leggere, mischie di lana e seta, lini freschissimi e cotoni pregiati. Il core business rimangono gli abiti e le giacche classiche, ma stanno funzionando bene le maglie e le polo. Un total-look completato da cravatte, papillon e calzature», ha concluso. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 19/06/2026 19:00
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