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Spin-off a Boston per il Global fashion summit

Il vertice di Global fashion agenda farà tappa nella città americana il 27 settembre. Intanto cala il sipario sull’edizione di Copenhagen, che ha visto 137 relatori, tra cui Antoine Arnault e Jonathan Anderson. Al via azioni sulla supply chain

di Giada Cardo
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Federica Marchionni (courtesy Global fashion agenda)
Federica Marchionni (courtesy Global fashion agenda)

Il Global fashion summit si prepara a fare rotta su Boston, segnando la seconda volta in 14 anni che l’evento sarà ospitato fuori da Copenhagen. La notizia dello spin-off americano, che si terrà il 27 settembre, arriva a margine del vertice organizzato il 27 e 28 giugno da Gfa-Global fashion agenda nella capitale danese, dove ha riunito oltre mille realtà tra brand, ong, politici, produttori e innovatori impegnati nella transizione verso un’industria della moda sostenibile. Attorno al tema «Ambition to action» hanno ruotato gli interventi dei 137 relatori, tra cui Antoine Arnault, Jonathan Anderson, i chief sustainability officer di Chloé e Nike, il founder di Ganni, Nicolaj Reffstrup e la presidente di Vestiaire collective, Fanny Moizant.

Tra le novità di quest’anno, un Innovation forum che ha favorito l’incontro tra pmi e fornitori di soluzioni green, per un totale di 350 meeting svoltisi sotto questo cappello. «Abbiamo promosso azioni basate su dati concreti per ridisegnare i nostri business model con un bilancio netto positivo, migliorare il welfare di milioni di lavoratori dell’abbigliamento e proteggere gli ecosistemi. La volontà e le intenzioni ci sono, ora non vedo l’ora di assistere al passaggio all’attuazione», ha detto Federica Marchionni, ceo di Gfa. L’evento ha fornito il trampolino di lancio per una serie di iniziative. Tra queste, il Global textiles policy forum, una piattaforma per governi e associazioni del tessile che ha tra gli obiettivi l’allineamento a quadri politici globali necessari, l’amplificazione delle voci della supply chain e la diffusione dell’impatto della strategia tessile dell’Ue al di fuori dell’Ue.

Ancora, sono state presentate le risposte alla Gfa designer challenge, che ha visto il coinvolgimento di Puma e Collina strada, e ha visto la luce un rapporto dell’Institute for sustainability leadership dell’Università di Cambridge, del Fashion pact e di Conservation international (vedere MFF del 29 giugno). Infine, i maggiori player del settore si sono uniti nella Cti fashion initiative per promuovere la circolarità nella moda. Guidata da Wbcsd, Vf corporation e Deloitte Svizzera, la partnership stabilirà metriche, standard e best practice armonizzate, basate sui Cti-Indicatori di transizione circolare per misurare l’impatto, promuovere la responsabilità e la creazione di valore sostenibile. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/06/2023 02:03
Ultimo aggiornamento: 30/06/2023 02:03
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