DesignScic Schiffini: «Il nostro fiore all’occhiello sono i progetti su misura»
«L’idea della cucina come spazio operativo è superata. Oggi è un luogo di relazione ed espressione di chi lo abita»,spiega a MFL-Magzine For Living 68 il ceo del gruppo Lorenzo Marconi Fornari. «Abbiamo evoluto i processi produttivi per supportare una customizzazione, dove ogni realizzazione è un pezzo unico»
Da laboratorio di falegnameria nel centro di Parma a polo del settore cucine che nel 2023 ha acquisito il brand Schiffini. Sono passati quasi 80 anni da quel 1948 in cui Renzo Fornari coltivava il primo sogno della sua Scic, che avrebbe fatto delle cucine componibili l’alternativa alla moda dei modelli all’americana. Da allora Scic, che continua a produrre nel parmense, a Viarolo, è diventata sinonimo di qualità Made in Italy, tanto da collaborare con le linee d’arredo di importanti maison come Elie Saab e Karl Lagerfeld. Alla design week di Milano, il marchio rinnova la sua proposta aprendosi a nuovi spazi dell’abitare, mentre prosegue il rilancio di Schiffini sotto l’ala della controllante, come racconta a MFL-Magazine For Living Lorenzo Marconi Fornari, ceo di Scic e Schiffini e nipote del fondatore.
Quali sono le novità di Scic e Schiffini e quale visione dell’abitare esprimono?
Schiffini torna a Milano per la design week con un allestimento in showroom che valorizza cucine come Cina e Cinqueterre. Protagonista è anche Baia, firmata dall’art director Marco Costanzi. Presentiamo inoltre una linea di armadi per la zona notte, ampliando così l’universo progettuale del brand. Anche Scic prosegue un percorso che supera i confini della cucina per abbracciare nuovi spazi dell’abitare. Ne sono un esempio il modello firmato da Anna ed Enrico Cattaneo con Studio design Scic, la Rossena outdoor e la Night collection.
La cucina è ormai uno spazio ibrido. Come vi approcciate a questa evoluzione?
Abbiamo superato l’idea della cucina come spazio operativo. Oggi è un luogo di relazione ed espressione di chi lo abita. Per Schiffini ciò si traduce in progetti dal forte tratto autoriale, per Scic il focus è sulla personalizzazione, consolidando l’attitudine del brand all’alto artigianato industriale con soluzioni che vestono l’intero ambiente domestico in maniera coerente.
Come sta cambiando il vostro business model per accompagnare questo shift?
Abbiamo evoluto i processi produttivi per supportare una customizzazione, dove ogni realizzazione è un pezzo unico, frutto di collaborazione con architetti e designer. Offriamo soluzioni che integrano la tecnologia in modo invisibile e funzionale per migliorare l’esperienza.
Su quali mercati e tipologie di progetto vi state concentrando?
Ci stiamo consolidando nei mercati internazionali di fascia alta, ma l’Italia gioca ancora un ruolo chiave. Stiamo infatti potenziando le sinergie con la rete di distribuzione sul territorio nazionale, per far sì che il mercato interno non resti indietro rispetto all’espansione globale. Asset strategici sono i progetti contract e residenziali high-end. (riproduzione riservata)
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