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Roy Roger’s spinge sul retail

Il marchio di Manifatture 7 bell prepara due aperture in Italia nel 2027, tra cui Milano. E si allea con Australian

di Alice Merli
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Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)
Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)

«Dopo aver archiviato il 2025 con ricavi in salita del 3,5%, Roy Roger’s dovrebbe superare i 30 milioni di euro nell’anno in corso, forse toccherà i 31 ma è ancora presto per fare previsioni precise». Il ceo Niccolò Biondi evidenzia così a MFF gli obiettivi finanziari del marchio della fiorentina Manifatture 7 bell, facendo luce sul momento del mercato. «Tra i punti negativi emerge sicuramente l’alta volatilità dei consumi nello scenario internazionale, ma essendo focalizzati sull’Italia negli ultimi anni non abbiamo risentito così tanto dei cali. Il marchio ha sempre mantenuto i suoi volumi e mio fratello Guido (Biondi, direttore creativo, ndr.) è sempre riuscito a focalizzarsi su ricerca e innovazione senza mai perdere l’identità di casa. In più non abbiamo aumentato il costo del prodotto finale, ma dobbiamo considerare che di fronte al carovita il consumatore vede l’abbigliamento come un acquisto emozionale».

Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)
Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)

Biondi ha quindi spiegato di voler sviluppare la presenza estera, dato che il 95% del turnover dell’azienda oggi è rappresentato dall’Italia, dove è attivo con 900 doors wholesale, oltre che con i negozi diretti in città come Firenze, Bologna e Forte dei Marmi. «In Belgio, Olanda e Canada siamo già operativi e stiamo incrementando il presidio, in Scandinavia iniziamo da questa stagione, mentre da due siamo in Gran Bretagna». Quanto al territorio tricolore, il brand sta studiando un ritorno diretto su Milano, dove era situato il negozio, ora non più attivo, in Corso Venezia. «Nel 2027 taglieremo il nastro a un monomarca nel capoluogo lombardo, un opening che verrà anticipato anche da un’altra città turistica. Inoltre è in corso l’apertura a Oriocenter, collocato di fronte all’aeroporto di Orio al Serio. Per la prima volta scegliamo un centro commerciale, vogliamo vedere se questo canale funziona per diversificare la distribuzione», ha proseguito il ceo.

Entrando nel vivo delle novità in scena a Pitti uomo, protagonista è la collaborazione Australian x Roy Roger’s. Le due realtà familiari accomunate da una lunga tradizione italiana hanno fatto squadra per ideare un progetto condiviso capace di traghettare l’estetica sportiva nella quotidianità, trasformando il linguaggio del tennis in un nuovo codice lifestyle. La capsule collection, formata da 20 capi uomo e donna, abbraccia un immaginario che affonda le radici nell’identità visiva del tennis anni ‘80, tanto caro ai campioni e agli spiriti ribelli.

Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)
Una proposta Australian x Roy Roger’s (courtesy Roy Roger's)

La proposta spazia dalla polo volley in spugna indaco con colletto bianco di jersey, al golf a trecce off-white dal peso materico e dall’aura retrò che contrasta con gli shorts in denim dal lavaggio bleach, ispirato all’irriverenza dei campioni. Per arrivare alla racket tote bag in denim con inserti in pelle e suede e al bomber écru old school con logo ricamato, fino al cappellino con visiera. «La collezione traghetta l’estetica sportiva nella quotidianità. Creiamo sinergie ma solo con brand con un forte heritage o con specifiche uniche all’interno del mercato», ha concluso Biondi. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/06/2026 02:00
Ultimo aggiornamento: 16/06/2026 02:00
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