skin track
Culture

Roma bridal week, 100 brand svelano le anteprime 2027. E debuttano gli Rbw awards

Si è concluso nella capitale il weekend dedicato al settore wedding, con un bilancio positivo grazie alla presenza di numerosi operatori internazionali. Assegnato il premio alla carriera a Elisabetta Polignano, figura simbolo degli abiti da sposa haute couture italiani

di Alessandra Oristano
Leggi dopo
tempo di lettura
Una sfilata alla Roma bridal week (courtesy Roma bridal week)
Una sfilata alla Roma bridal week (courtesy Roma bridal week)

Bilancio positivo dopo i tre giorni di incontri, sfilate e relazioni internazionali della Roma bridal week. La kermesse ha riportato la capitale al centro della industria globale di abiti da sposa e del mondo wedding, confermandosi piattaforma strategica per il dialogo tra creatività, manifattura e mercato. Buyer e operatori da Europa, Asia e mercati extraeuropei hanno raggiunto Roma per l’occasione e oltre 100 brand hanno presentato le nuove tendenze per il 2027.

Il settore appare sempre più strutturato, consapevole e orientato a identità stilistiche forti e si prevede una crescita del wedding wear fino al 2032, con la stima di raggiungere quasi i 110 miliardi di dollari (pari a 94,8 miliardi di euro al cambio di oggi) secondo i dati di Introspective market research. Tra le novità anche il debutto degli Rbw awards. Negli spazi della Fiera di Roma, brand internazionali hanno presentato in anteprima le collezioni bridal dando vita a un confronto diretto tra identità stilistiche e visione imprenditoriale in un contesto interamente b2b. Un flusso continuo di incontri, relazioni e opportunità che ha restituito la fotografia di un settore dinamico e in evoluzione.

A confermare il respiro internazionale della manifestazione è stata la presenza di buyer e operatori provenienti da numerosi Paesi, con una forte rappresentanza europea tra cui Spagna, Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Portogallo e Francia, e da mercati extraeuropei come Cina, Giappone, Corea del Sud, Puerto Rico e Australia, assieme a realtà come Grecia, Slovenia, Ungheria, Cipro e San Marino. Una geografia ampia e articolata che riflette la capacità della Roma bridal week di intercettare mercati diversi e di consolidare il proprio ruolo come hub internazionale del settore.

A scandire il ritmo delle tre giornate è stato anche il ritorno delle sfilate che hanno riportato al centro la dimensione narrativa del bridal, trasformando le collezioni in racconto e offrendo una lettura immediata delle nuove sensibilità estetiche. Gli awards hanno introdotto un nuovo livello di lettura della manifestazione, spostando lo sguardo dal prodotto al sistema e valorizzando progettualità, coerenza e capacità di innovazione. A distinguersi è stato Justin Alexander, premiato per l’eccellenza nella produzione, Francesco Italy si è imposto nel design accessori. Il riconoscimento per il Made in Italy è andato a Luisa sposa, interprete di una manifattura che guarda al contemporaneo senza perdere identità. Dalin Italian atelier si è affermato con un doppio riconoscimento per il servizio al cliente e per il design audace e non convenzionale confermando una visione capace di coniugare relazione e ricerca. A chiudere, il Premio alla carriera è stato assegnato a Elisabetta Polignano, figura simbolo della moda sposa italiana.

A livello stilistico, le silhouette si polarizzano tra abiti aderenti, costruiti come una seconda pelle, e volumi ampi e scenografici, segnando una nuova idea di eleganza più definita e identitaria. La costruzione torna protagonista, così come i tessuti tra pizzi, ricami e superfici lavorate mentre gli accessori si preparano a diventare il vero focus della prossima stagione, con il ritorno del velo in chiave contemporanea, e l’introduzione di nuove alternative come mantelle e interpretazioni couture.

«Questa edizione conferma la capacità della Roma bridal week di evolvere assieme al settore, rafforzando il proprio ruolo come piattaforma internazionale in cui si incontrano creatività, business e relazioni. La crescente presenza di operatori esteri, assieme alla qualità dell’offerta espositiva, racconta un sistema sempre più solido, consapevole e orientato al futuro», ha affermato Valentina Mazzoni, sales manager della manifestazione. Con l’edizione 2026, la fiera ha rafforzato ulteriormente il posizionamento nel calendario globale della moda sposa, non solo come vetrina, ma come luogo in cui il bridal si proietta verso nuove direzioni. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 25/03/2026 13:11
Ultimo aggiornamento: 25/03/2026 15:32
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso