BusinessPwC: «Sostenibilità come nuovo modello di business»
Le tematiche green sono i pillar per gli investimenti nella moda. «L’attenzione all’Esg in fase di screening dell’acquisto di azioni è in crescita», dice l’esperto Cadamuro
«La strategia di sostenibilità delle aziende è sempre più orientata al modello di business». Omar Cadamuro, partner consumer markets e fashion & luxury di PwC Italia, illustra a MFF il legame a triplo filo tra moda, green e investimenti alla luce di un’analisi recente di eToro ed Esg book, che evidenzia come il 62% di chi compra azioni fashion&luxury tiene conto dei fattori Esg (cioè ambiente, sociale e governance). Nell’ultima PwC global consumer survey, quasi la metà degli intervistati considera i fattori legati alla sostenibilità quando prende decisioni di acquisto. In questo senso, i fenomeni di «green washing» tendono a essere ridimensionati, e a ciò si aggiunge l’indirizzo che gli enti regolatori europei stanno seguendo nella promulgazione di norme, in applicazione della «Eu strategy for sustainable and circular textiles».
A partire dai brand più blasonati del fashion, che hanno agito da catalizzatore, molte aziende della filiera stanno valutando acquisizioni e/o partnership con aziende innovative per restare competitive. Ciò ha indotto l’intero sistema a creare i presupposti di un modello realmente sostenibile che passa dall’utilizzo di materiali a basso impatto al ridisegno di processi produttivi, distributivi e commerciali. Gli esempi di aziende del fashion che hanno fatto recenti investimenti per sviluppare o acquisire know-how tramite processi di M&A, o lo sviluppo di partnership con aziende specializzate in tematiche Esg, sono numerosi.
Tra i più recenti, l’esperto di PwC indica Balenciaga, che nel 2022 ha sviluppato una partnership con la piattaforma di rivendita Reflaunt (società che ha ottenuto 11 milioni di dollari in un round di finanziamento per accelerare la crescita circolare dell'industria della moda) per assicurare ai suoi vestiti una seconda vita. Poi Hermès, che ha siglato un deal esclusivo con MycoWorks (azienda che ha raccolto 125 milioni di dollari all'inizio di quest'anno) per realizzare accessori in eco-leather, derivata dai funghi. Un’operazione di investimento simile era stata effettuata nel 2020 anche dal gruppo Kering, da Adidas e altri brand tra cui Stella McCartney e Lululemon (Mylo).
«Diverso il caso-scuola di Nicolas Bargi, fondatore di Save the duck, prima azienda fashion italiana ad ottenere la certificazione B-corp, che ha deciso di proseguire il suo percorso di crescita con due investitori/imprenditori (manager di L’Occitane international), con comprovate esperienze di internazionalizzazione, sempre rimanendo fedele al mantra di sostenibilità», ha spiegato Cadamuro. Guardando al futuro, «possiamo confermare una crescente attenzione alle tematiche Esg in fase di screening dei potenziali investimenti e due diligence nell’ambito di un approccio che abbraccia considerazioni su materiali utilizzati, processi produttivi, impatti esg della supply chain, gestione del talento, diversity e informazione verso i consumatori». (riproduzione riservata)