BusinessPuma riorganizza la struttura e chiama un ex Adidas alla guida della divisione training
La nuova unità, separata dal running e con sede a Herzogenaurach, sarà guidata da Marwin Hoffmann, che riporterà direttamente alla chief brand officer Maria Valdes
Puma ridisegna la propria architettura organizzativa e punta sul training. Il gruppo tedesco ha annunciato la creazione di una nuova divisione dedicata all’abbigliamento da allenamento, separandola dall’area running con l’obiettivo di rafforzarne lo sviluppo e accelerare i processi decisionali. Una mossa strategica che arriva in una fase delicata per il marchio e che segna un cambio di passo nella gestione delle categorie chiave. La nuova unità di business avrà sede a Herzogenaurach, quartier generale storico di Puma, e nasce per rispondere all’esigenza di aumentare il focus su un segmento considerato ad alto potenziale di crescita.
Già nel 2025 il training era stato indicato come una delle categorie strategiche del gruppo, insieme a running, football e sportstyle, ma fino a oggi condivideva struttura e governance proprio con il running. A guidare la divisione sarà Marwin Hoffmann, manager con una solida esperienza nel settore, che entra in Puma dopo un lungo percorso in Adidas, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile globale del marketing outdoor. Hoffmann riporterà direttamente a Maria Valdes, chief brand officer del gruppo, e avrà il compito di dare forma a una proposta di training più mirata, coerente e competitiva a livello globale.
La riorganizzazione arriva in un momento complesso per Puma. In attesa dei risultati definitivi del 2025, l’azienda ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un calo delle vendite dell’8,5% e perdite per 309 milioni di euro, annunciando lo scorso novembre anche 900 esuberi. Un contesto che rende ancora più strategica la scelta di focalizzarsi sulle aree a maggiore margine di crescita. Sul fronte azionario, il gruppo è stato recentemente protagonista di un’operazione di peso. La cinese Anta è diventata primo azionista di Puma dopo aver acquisito il 29% del capitale precedentemente detenuto dalla famiglia Pinault, azionista di controllo di Kering. L’operazione, che ha coinvolto oltre 43 milioni di azioni a 35 euro ciascuna, ha superato un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro. (riproduzione riservata)
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