BeautyPuig, il mercato rimane ottimista. Stimati rialzi sul titolo fino al 35%
Malgrado il calo del 40% dall’ipo e le aspettative iniziali troppo elevate su Charlotte Tilbury, Goldman Sachs ribadisce il rating buy. Ma con L’Oréal che consolida la leadership nel lusso con Kering, il gruppo catalano dovrà riposizionarsi, come Estée Lauder e Coty. Berenberg conferma la valutazione hold mentre Rothschild è neutral

Fondamentali e valutazioni interessanti. Un portafoglio di marchi posizionati per conquistare quote di mercato e sostenere guadagni costanti nel medio termine. Sono queste caratteristiche a rendere positiva la visione del mercato su Puig, per cui è stimato un tasso di crescita cagr delle vendite organiche del 4,6% tra il 2025 e il 2028. E mentre nel settore beauty il maxi deal da 4 miliardi tra Kering e L’Oréal si appresta a ridefinire gli equilibri competitivi, con il colosso francese che consolida la sua leadership nel lusso, il gruppo catalano assieme ad altri player come Estée Lauder e Coty dovrà riposizionarsi per rafforzare la sua distintività.
«In generale, rimaniamo ottimisti in particolare sui profumi», afferma Goldman Sachs, ribadendo il rating buy sul proprietario di Jean Paul Gaultier, Rabanne, Nina Ricci e Carolina Herrera e Dries Van Noten, tra gli altri. «Abbiamo una visione positiva sul gruppo. Il nostro caso di investimento è sostenuto dalla continua crescita dei profumi nonostante la normalizzazione del comparto, dal successo della fascia premium guidata dalla Gen Z e dalla crescente penetrazione nei mercati emergenti. Prevediamo inoltre un algoritmo di crescita sostenibile per la divisione cosmetica (+5% cagr 2025-2028) grazie all’espansione della distribuzione e della copertura geografica».
Sebbene i marchi di proprietà evitino il rischio di rinnovo delle licenze, la banca d’investimento prevede tuttavia una crescita e rendimenti inferiori rispetto al competitor Interparfums. «Pertanto, applichiamo un multiplo target inferiore di 16x, in calo da 18x, rispetto a 22x p/e e riduciamo il nostro target price a 12 mesi da 20 a 19 euro», spiegano gli analisti, le cui stime di crescita organica delle vendite per l’esercizio 2026-2027 sono inferiori al consenso, mentre le stime dell’ebitda rettificato sono superiori dell’1,4%. Questo mese, inoltre, Rothschild & co Redburn ha avviato la copertura del titolo Puig con un rating neutral e Berenberg ha abbassato il suo target price a 17 euro confermando la raccomandazione hold. Malgrado le previsioni complessivamente rosee sul gruppo quotato in Spagna da maggio 2024, l’andamento in borsa non è stato altrettanto positivo, con le azioni Puig che hanno perso oltre il 40% dal momento della quotazione, con il p/e forward a 12 mesi che è sceso da 26x a 13x.

Perché il titolo ha sottoperformato dall’ipo? «Principalmente a causa di un riassetto dei multipli. Anche quelli dei concorrenti sono diminuiti, sebbene in misura minore. Per esempio, Interparfums è passata da 23x a 16x», motiva Goldman Sachs. «A complicare il quadro, le aspettative per i cosmetici Charlotte Tilbury che erano elevate all’inizio, dati i suoi ottimi risultati passati. Il successivo destoccaggio, il richiamo di alcuni prodotti e l’intensificarsi della pressione dei falsi hanno scatenato un dibattito sulla sostenibilità della crescita futura del settore cosmetico». Attualmente le azioni scambiano sopra i 14 euro, ma il consensus è di un target price superiore ai 19 euro, implicando un potenziale di rialzo del 35% circa. (riproduzione riservata)