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Procura di Milano, acquisizioni di atti per nove case di moda

Secondo quanto emerso da un documento giudiziario, visionato da Ansa e Reuters, un ordine di esibizione è stato eseguito dai Carabinieri del nucleo tutela del lavoro su delega del pm di Milano, Paolo Storari, nei confronti di marchi come Bulgari, Chanel, Cucinelli, Etro e Moncler. Nessuno è indagato

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Palazzo di giustizia a Milano (courtesy Imagoeconomica)
Palazzo di giustizia a Milano (courtesy Imagoeconomica)

Nove marchi della moda finiscono sotto la lente di controlli sulla filiera. Secondo quanto emerso da un documento giudiziario, ripreso da Ansa e da Reuters, un ordine di esibizione è stato eseguito dai Carabinieri del nucleo tutela del lavoro su delega del pm di Milano, Paolo Storari, nei confronti di marchi come Chanel, Brunello Cucinelli, Bulgari, Etro e Moncler con lo scopo di verificare la catena di produzione di alcuni accessori, in particolare sacchetti, copriabiti, shopper e pochette, attraverso l’esito di audit degli ultimi due anni nei confronti di fornitori e subfornitori.
È quanto si legge nel provvedimento con il quale si sono acquisiti anche i modelli organizzativi dei marchi, tra cui anche Jacob Cohen company, Goyard Italie, Stefano Ricci e Owenscorp Italia, che produce il marchio Rick Owens. Tutte le società non sono indagate ma risultano aver avuto dei collegamenti tramite società terze, con Moda fashion style, già finita nel mirino di inquirenti e investigatori, e Isacco, altro opificio ritenuto irregolare e coinvolto nelle indagini sullo sfruttamento della manodopera cinese.

Come riferito da Reuters, Brunello Cucinelli che ha dichiarato in una nota di essere rimasta: «Sorpresa e profondamente rattristata dal fatto che una parte dei materiali destinati al proprio packaging sia stata rinvenuta presso un luogo di lavoro non idoneo, nonostante i controlli effettuati sui fornitori e la politica di prezzi equi. L’azienda ha inoltre assicurato la piena collaborazione con le autorità per tutelare i lavoratori e, più in generale, il marchio Made in Italy».

Nella giornata di venerdì 17 luglio anche Chanel ha dichiarato la sua intenzione a cooperare. La maison della doppia C ha dichiarato di aver agito già settimane fa per interrompere i rapporti con il subappaltatore coinvolto, incaricando il proprio fornitore di imballaggi di porre fine alla collaborazione due giorni dopo aver ricevuto una segnalazione, il 18 maggio. Il processo di risoluzione del contratto è stato avviato immediatamente. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/07/2026 18:54
Ultimo aggiornamento: 17/07/2026 16:04
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