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Piquadro corre verso la carbon neutrality

Il gruppo guidato da Marco Palmieri compenserà le emissioni aziendali prodotte entro la fine del 2022. Per raggiungere l’obiettivo metterà in atto un progetto di riforestazione in Brasile assieme a Carbon credits consulting

di Arianna Patuzzi
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Marco Palmieri (courtesy Piquadro)
Marco Palmieri (courtesy Piquadro)

Piquadro punta a diventare carbon neutral. Il gruppo di pelletteria guidato da Marco Palmieri ha avviato un nuovo piano green sulla scia delle iniziative intraprese negli ultimi anni, come l’impiego di materiali riciclati e l’uso di pellami provenienti da filiera certificata. Entro la fine del 2022 infatti, il gruppo si impegna a compensare la totalità delle emissioni aziendali prodotte (si parla di 1.896 tonnellate di Co2, ndr) grazie a un progetto di riforestazione del Cerrado, in Brasile. Un piano d’azione che mira al recupero di aree fortemente danneggiate e che è stato sviluppato e gestito dalla società bolognese Carbon credits consulting.

Ma come ha spiegato il fondatore e ad Palmieri a MFF, la compensazione delle attività aziendali è soltanto il primo passo. Uno step aggiuntivo sarà infatti anche la compensazione dei processi produttivi di 15 best-seller dei marchi Piquadro, Lancel e The bridge. Per ognuno di questi prodotti è stata calcolata la carbon footprint, con lo scopo di compensarla acquistando ulteriori crediti di carbonio certificati (un credito di carbonio equivale a una tonnellata di Co2 evitata o prelevata dall’atmosfera tramite lo sviluppo di progetti certificati, ndr), azzerandone così l’emissione complessiva.

A contorno di queste iniziative, l’attenzione per la riduzione dei consumi a monte, usando materiali riciclati o sostenibili «anche se questa scelta costringere a scendere a compromessi da un punto di vista progettuale o estetico», ha spiegato Palmieri. Il ceo di Piquadro sottolinea però come ci sia bisogno di una sensibilizzazione maggiore dei consumatori. «Se un cliente non sa quanto si è consumato per produrre il capo che ha tra le mani, come fa a fare una scelta?», ha infatti concluso. «Dire che un prodotto è green non è abbastanza. Quanto è green? Bisogna dare dei dati precisi, in modo tale che il cliente possa fare una scelta informata». (riproduzione riservata)

Mff - Numero 186 pag. 20 del 22/09/2022
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