BusinessPinkoTakeCare investe su formazione e creatività
Un ciclo di appuntamenti amplia il programma di sostenibilità dell’azienda. Il progetto, di scena il 7 luglio a Fidenza, sarà rivolto a dipendenti, partner, clienti wholesale e studenti universitari
PinkoTakeCare svela inediti orizzonti dell’espressione «prendersi cura». Pinko, che guarda all’ipo come obiettivo a lungo termine (vedere MFF del 16 maggio), arricchisce la propria offerta welfare con una serie di eventi formativi che rappresentano la punta di diamante di un progetto di sostenibilità globale ed etica esteso ad ambiente, persone e territorio. Lanciato quasi vent’anni fa con la creazione di un asilo e l’introduzione di check-up medici, PinkoTakeCare è diventato sempre più inclusivo grazie alla formazione a 360°, benefit incrementati, incentivi per crescite interne e attenzione ai bisogni dei singoli.
E oggi ad ampliare il programma arrivano una serie di workshop studiati ad hoc per Pinko da Domenico De Masi, direttore della Scuola Fq di cittadinanza e professore emerito di sociologia del lavoro all’università La sapienza di Roma. Rivolto a dipendenti, partner e clienti wholesale, il ciclo di incontri, che si terrà venerdì 7 luglio nell’headquarter di Fidenza, sarà aperto anche agli studenti universitari, sottolineando così l’impegno del marchio a supporto dei giovani. «Da sempre consideriamo lavoratori, collaboratori e nuove generazioni come parte della nostra famiglia. Programmiamo sulla base dei loro bisogni e questi eventi formativi ampliano PinkoTakeCare, un progetto in cui ci impegniamo a riflettere i nostri valori e guardare oltre», ha spiegato Pietro Negra, presidente e amministratore delegato di Pinko.
Inaugurando il ciclo di seminari, dalle ore 11 il workshop «Creatività in azienda» porterà dipendenti, collaboratori e studenti a discutere dell’ideazione individuale e collettiva. A seguire, nel pomeriggio, a partire dalle ore 14 il corso «L’evoluzione dell’estetica e i suoi rapporti con l’industria» indagherà invece come il valore di un prodotto non sia determinato solo da funzionalità e materiali, ma soprattutto dalla sua riconosciuta bellezza. (riproduzione riservata)