BeautyPierre Gasly: «Con Givenchy mi sono scoperto un gentleman moderno»
«L’ambizione è il motore che alimenta la mia motivazione», racconta a MFF-Magazine For Fashion il pilota di Formula 1, volto globale della campagna della nuova fragranza sportiva della maison di Lvmh. «Non amo sedermi sui risultati, per me crescere è un processo continuo»
Occhi di un azzurro minerale, grande controllo nella mimica del volto, sorrisi frequenti e vagamente enigmatici. Lo sguardo di Pierre Gasly, pilota di Formula 1, scansiona l’ambiente come un radar panoramico, allenato a scovare il pericolo in ogni angolo. Fuori dal circuito sembra quasi meditativo: l’adrenalina la scarica in pista, quando supera i 350 km orari. Nato nel 1996, tra le nebbie normanne di Rouen, oggi ha scelto Milano come punto di equilibrio personale e fonte d’ispirazione («la prima volta che sono arrivato, sono rimasto colpito dall’eleganza delle persone. Qui la creatività è palpabile», dice). Del resto, era quasi scritto che avrebbe corso: la nonna vinceva gare automobilistiche. Quando non è in pista, Gasly rallenta davvero. Ama il design d’interni (arreda personalmente la sua casa e quelle dei familiari), viaggia senza fretta, dalla Costiera amalfitana ai road trip con gli amici, e pratica sport alternativi come padel, golf e scacchi online, che usa per «decomprimere» dalla pressione costante della Formula 1. Tranquillo, con una determinazione che traspare senza bisogno di tante parole, Gasly è il volto globale della nuova fragranza Gentleman society eau de parfum sport di Givenchy. Un progetto olfattivo costruito su freschezza, profondità e tensione controllata, che riflette il suo modo di stare al mondo, sospeso tra velocità assoluta e disciplina.
Che cosa, secondo lei, definisce davvero un gentleman oggi?
Di questi tempi significa avere il coraggio delle proprie scelte e rispettare le differenze, cercando di lasciare un segno positivo nella società. Mi considero un gentleman moderno: ho 30 anni, credo nel lavoro fatto con serietà, nella passione e nell’integrità. Non amo sedermi sui risultati, per me crescere è un processo continuo.
Com’è entrato nel mondo dei motori e in particolare della Formula 1?
La mia famiglia è sempre stata appassionata di motorsport. In un certo senso sono cresciuto in pista: a due o tre anni andavo già sui kartodromi per seguire i miei fratelli. Ne ho quattro più grandi, tre dei quali correvano in kart. Così sono rimasto subito affascinato dall’atmosfera delle piste, dall’odore delle gomme, dallo spirito competitivo. Ho avuto la fortuna di provare il kart per la prima volta a sei anni. Le sensazioni al volante, l’adrenalina: è stato davvero amore a prima vista.
Il profumo è un gesto quotidiano oppure qualcosa di più profondo?
Per me è un segno di comfort, autostima e sicurezza, mai di vanità personale. Ho iniziato ad amare le fragranze da bambino, oggi indossare un profumo è un gesto irrinunciabile mattina e sera. Dopo l’allenamento, come se fosse un rito di «ritorno a casa», e anche prima di andare a letto. Mi piace addormentarmi con quella sensazione di pulizia e benessere che solo una fragranza piacevole può dare.
Eleganza e competizione sono concetti che possono convivere?
Dal mio punto di vista, tutto parte dall’essere autentici. Credo che ognuno sia elegante a modo suo, seguendo la propria personalità, ed è proprio questo che andrebbe riconosciuto e apprezzato. È naturale sentirsi più affini a certi tipi di persone, ma alla fine l’unica cosa davvero importante è restare fedeli a se stessi. Non ho energie da sprecare per cercare di essere qualcun altro, né per costruire un’immagine che non mi rappresenta. Sono quello che sono. A volte elegante, altre meno.
Che cosa rappresenta oggi la Formula 1 nella sua quotidianità?
È una profonda realizzazione personale, un sogno diventato realtà, il risultato di anni di lavoro e di sacrifici, miei e della mia famiglia. L’ambizione è il motore che alimenta la mia motivazione. Desidero superarmi ogni giorno, migliorare costantemente ed eccellere in quello che faccio. Per me, essere in Formula 1 significa mettersi in discussione in continuazione e cercare sempre nuovi margini di crescita.
In che modo questa passione può diventare un motore positivo anche per gli altri, ad esempio per chi la segue?
Credo che la mia storia possa incoraggiare chi sogna a non mollare. Le probabilità, spesso, non sono dalla nostra parte, ma io non ho mai smesso di crederci, nemmeno nei momenti di maggiore difficoltà. Attraverso la mia passione vorrei dimostrare soprattutto ai più giovani che si possono raggiungere traguardi importanti anche quando il percorso sembra in salita. Alla base di tutto c’è una sola verità: avere fiducia nelle proprie possibilità.
Che tipo di musica ascolta?
Confesso che la mia playlist è molto varia. Durante un weekend di gara, mentre mi preparo, ascolto soprattutto rap americano, perfetto per entrare nel mood giusto. Nella vita di tutti i giorni, invece, posso passare dalla musica classica, soprattutto quando mi rilasso in aereo, al reggaeton spagnolo o al funk brasiliano. Dipende tutto dall’umore e dal momento. E ho un sogno che mi accompagna da sempre: imparare a suonare il pianoforte.
Che cosa l’ha conquistata della nuova fragranza Gentleman society eau de parfum sport di Givenchy?
Appena l’ho sentita, sicuramente la sua incredibile freschezza. È un concentrato di sensazioni, incarna perfettamente il mio mondo, l’audacia e la volontà di superare i propri limiti. Mi ha anche colpito l’aspetto corale del concept, la «gentleman society» applicata al mondo dello sport. Il valore del team per me è fondamentale.
Le viene in mente qualche aneddoto di backstage da raccontare?
Sul set della campagna, l’atmosfera era conviviale con un vero spirito di squadra, come su un circuito. Avevo portato con me il mio cane Simba, che è diventato immediatamente la mascotte dello shooting.
Tre parole ispirate alle gare automobilistiche con cui descriverebbe il nuovo Gentleman society.
Sicuramente velocità, maestria e collettività. (riproduzione riservata)
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