BeautyPat McGrath labs verso il Chapter 11. Bloccata la l’asta degli asset prevista domani
Come già accennato da MFF lo scorso dicembre, ora la label cosmestica della celebre make-up artist ha avviato la procedura di fallimento negli Stati Uniti. Rinviata a tempo indeterminato la vendita dei cespiti e continuità operativa durante il riassetto del debito
Pat McGrath labs ricorre al Chapter 11. Il marchio beauty fondato nel 2015 dalla make-up artist britannica Pat McGrath ha presentato istanza di protezione fallimentare presso il Tribunale fallimentare del southern district della Florida il 22 gennaio, confermando le indiscrezioni già anticipate da MFF lo scorso dicembre sullo stato di tensione finanziaria della società.
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La notizia è stata resa pubblica domenica sera dalla stampa statunitense, che ha inoltre riferito la cancellazione, o meglio il rinvio a tempo indeterminato, dell’asta degli asset prevista per martedì 27 gennaio.
Una decisione che segna un cambio di passo fondamentale. Ora il marchio continuerà a operare regolarmente mentre negozia un piano di ristrutturazione del proprio bilancio con i creditori.
Dai documenti depositati in tribunale emerge un quadro di passività stimate tra i 50 e i 100 milioni di dollari (pari a circa 42 e 84 milioni di euro al cambio di oggi). Contestualmente, la società ha presentato mozioni d’urgenza per garantire la continuità operativa, di cui 426.402 dollari (circa 358 mila euro), destinati al pagamento dei fornitori strategici e 689.324 dollari (circa 579 mila euro), per salari, stipendi e altre forme di compensazione al personale.
Il ricorso al Chapter 11 arriva dopo un rapido e profondo ridimensionamento del valore del brand, che solo pochi anni fa rappresentava una delle scommesse più audaci del beauty di lusso.
Nel 2018 Pat McGrath labs aveva superato la valutazione di 1 miliardo di dollari (circa 840 milioni di euro), in occasione dell’ingresso nel capitale del fondo di private equity Eurazeo, con un investimento da 60 milioni (circa 50 milioni di euro). Un’operazione che aveva consacrato il marchio come uno dei rari unicorni del settore cosmetico. Eurazeo ha poi lasciato silenziosamente la partecipazione nel 2021.
Il deterioramento si è accelerato negli ultimi due anni. Nel 2024 Sienna investment managers, altro investitore del gruppo, ha svalutato la propria quota dell’88%, portando la valutazione implicita a circa 174 milioni di dollari (circa 146 milioni di euro), e ha annunciato l’intenzione di uscire dal capitale nel 2025. La prevista asta del 27 gennaio si inseriva proprio in questo contesto ed era stata presentata come uno strumento per facilitare la ristrutturazione.
Intanto il marchio resta operativo e il suo futuro dipenderà dalla capacità di ridefinire la struttura finanziaria e industriale, preservando al contempo il capitale creativo che ne ha decretato l’ascesa. (riproduzione riservata)
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