BusinessOvs non compra più Kasanova: perché salta l’acquisizione. Il punto degli analisti
Il gruppo veneto dell’abbigliamento e della bellezza rinuncia a rilevare per 15 milioni la catena specializzata negli articoli per la casa. Anticipati alcuni dati 2025: ricavi +7%, ebitda +11%
A inizio gennaio Ovs aveva avvertito i mercati: l’offerta vincolante per il 100% di Kasanova slitta ancora di un mese. E mercoledì sera, nell’anticipare alcuni conti, il gruppo italiano di abbigliamento, prodotti per la casa e la bellezza guidato dall’ad Stefano Beraldo, ha comunicato che l’acquisizione salta definitivamente. La catena italiana di negozi specializzata nella vendita di articoli per la casa non entrerà quindi a far parte del gruppo veneto. Il titolo sale giovedì 5 febbraio del’1,2% a 4,87 euro per 1,2 miliardi di capitalizzazione.
«Con riferimento all’offerta vincolante finalizzata ad ottenere il 100% di Kasanova, il consiglio di amministrazione di Ovs ha deliberato di far decadere la propria offerta, in scadenza in data odierna, in quanto non si sono verificate le condizioni a cui la stessa era subordinata». Un mese fa il gruppo veneto aveva spiegato che la procedura istruttoria e deliberativa da parte delle banche - una delle principali condizioni sospensive dell’operazione – stava richiedendo tempistiche più lunghe rispetto a quanto previsto.
Lo scorso 10 novembre Ovs aveva sottoscritto un’offerta vincolante per Kasanova che prevedeva la sottoscrizione di un aumento di capitale fino a 15 milioni di euro dopo che nel 2024 Kasanova aveva richiesto l'accesso alla procedura di Composizione negoziata della crisi, per poi avviare un piano di turnaround con chiusure dei negozi meno redditizi e più in generale di riduzione costi ed inefficienze.
Gli analisti su Kasanova
Giovedì Equita Sim conferma il rating hold e il prezzo obiettivo su Ovs di 4,6 euro. Secondo gli esperti, Kasanova poteva essere «un’opzione interessante di
crescita e di creazione di valore, ma a condizione che il turnaround avvenisse rapidamente» e con una posizione di partenza a rischio adeguatamente abbassato, «condizioni che non si sono probabilmente avverate». Equita nota in tal senso che non pare che il titolo avesse incorporato questa possibilità, considerata la performance all’annuncio e «alcune perplessità tra gli investitori
sull’operazione». Il nulla di fatto «conferma la disciplina di Ovs nel valutare possibili operazioni di M&A». Equita ritiene che la lista delle possibili operazioni sul tavolo rimanga «piuttosto ricca».
Gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno confermato a loro volta il giudizio buy e il prezzo obiettivo di 6,3 euro su Ovs. Sottolineano che «i colloqui prolungati di ristrutturazione del debito con le banche, nonostante l'estensione da fine dicembre a inizio febbraio, insieme al peggioramento delle performance di Kasanova, hanno aumentato significativamente il rischio di turnaround (ristrutturazione, ndr)».
Ovs anticipa qualche dato sul 2025: ricavi +7%, ebitda +11%
Ovs nel frattempo ha dato qualche anticipazione sui conti del 2025, anno chiuso con un incremento complessivo delle vendite intorno al +7% (+3% circa sul perimetro al netto di Goldenpoint). L’ultimo trimestre ha visto tutte le insegne crescere anche nel perimetro like-for-like. «Particolarmente brillante il contributo dei nuovi progetti, soprattutto quelli che hanno interessato l’abbigliamento donna e il beauty», spiega Ovs. Sottolinea poi «l’ottimo il risultato di Goldenpoint che, consolidata per 7 mesi, vede un incremento delle vendite di circa il +10% rispetto al periodo comparabile».
Lo scorso ottobre è stato aperto il primo negozio diretto Ovs in India all’interno di un importante shopping mall di Nuova Delhi. A quasi quattro mesi dall’apertura il gruppo sta «riscontrando ottimi risultati, comparabili con le performance nei migliori centri commerciali italiani». L'ebitda dell’esercizio si può stimare tra i 216 e i 218 milioni di euro, segnando una crescita di circa l’11%, grazie al buon andamento del margine commerciale e nonostante l’inflazione sui costi. Anche l’ebitda margin cresce ulteriormente. La generazione di cassa aumenta di oltre il 20% rispetto all’esercizio precedente, «trascinata dall’ebitda e dalla dinamica del capitale circolante, con un ottimo tasso di conversione».
Ovs sfrutta la debolezza del dollaro
Quanto all’outlook, in un mercato che si presenta ancora incerto, Ovs si attende di poter comunque trarre vantaggio dagli effetti dei progetti messi in campo, relativi al mondo prodotto e «all’innovazione digitale nelle operations». Sui cambi, invece, in questo caso la strutturale debolezza del dollaro sarà un beneficio per il gruppo, perché il biglietto verde rappresenta la principale valuta di riferimento degli acquisti.( riproduzione riservata)
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