BusinessFalso in bilancio e frode Original marines, il gup di Nola dichiara il non luogo a procedere
La sentenza esclude la sussistenza degli addebiti contestati e riconosce l’assenza di elementi idonei a sostenere il rinvio a giudizio nei confronti della società, del cda e del collegio sindacale del brand di childrenswear
Esito favorevole per Original marines. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nola, Raffaele Muzzica, ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nei confronti della società, accusata di falso in bilancio e frode. La decisione riguarda anche i componenti del consiglio di amministrazione Antonio Di Vincenzo, Lorenzo Pera, Giovanni Di Fiandra, Elena Pera e Francesco Di Vincenzo, oltre che dei membri del collegio sindacale Eraldo Turi, Gianfranco De Rosa e Claudia Ferrante.
L’inchiesta riguardava i bilanci relativi agli esercizi 2018-2021 e i rapporti economici con la rete degli affiliati, da cui erano scaturite contestazioni in materia di false comunicazioni sociali, finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato, presunta attività finanziaria abusiva, violazioni fiscali in materia di iva e responsabilità amministrativa. Nelle motivazioni della sentenza, il giudice ha escluso la presenza di elementi sufficienti a sostenere il rinvio a giudizio, rilevando come le contestazioni riguardassero prevalentemente valutazioni tecnico-contabili e non condotte fraudolente o falsificazioni rilevanti.
La decisione chiude una vicenda giudiziaria avviata circa dieci anni fa e conferma l’assenza di elementi a sostegno dell’impianto accusatorio. La sentenza evidenzia inoltre come alcune ricostruzioni fossero basate su valutazioni formulate a posteriori, utilizzando dati non disponibili al momento dell’approvazione dei bilanci. Dalle verifiche fiscali e societarie non sarebbero emersi elementi tali da qualificare le operazioni contestate come fittizie o simulate. Richiamata infine l’attività di revisione svolta da PricewaterhouseCoopers, che non aveva rilevato criticità sulle poste oggetto di contestazione.
Il verdetto del gup si inserisce in linea con quanto già stabilito dal Tribunale del Riesame di Napoli, che lo scorso gennaio aveva annullato il decreto di sequestro preventivo legato alle contestazioni sull’iva, riconoscendo la legittimità degli accordi con la rete di vendita. Un esito che si aggiunge a un quadro già favorevole alla società, in sede civile le richieste degli ex affiliati erano state respinte, mentre i procedimenti avviati davanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato si erano conclusi senza sanzioni.
«Accogliamo con profonda soddisfazione una decisione che ristabilisce con chiarezza la verità dei fatti e conferma la correttezza del nostro operato», ha dichiarato l’azienda. «In questi mesi abbiamo continuato a lavorare con responsabilità, trasparenza e determinazione, tutelando il valore costruito in anni di lavoro insieme ai nostri collaboratori, affiliati e partner». (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato per monitorare gli sviluppi futuri di cause legali simili nel settore dell'abbigliamento al dettaglio.
- Cosa si intende per "non luogo a procedere" e quali sono le sue implicazioni legali ed economiche per un'azienda?
- Ci sono stati altri casi noti di aziende del settore abbigliamento coinvolte in procedimenti per falso in bilancio o frode?