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Culture

Nicolas Ghesquière: «Louis Vuitton in viaggio con gli artisti»

Jeremy Hindle e Nazar Strelyaev-Nazarko sono alcuni dei creativi coinvolti dal designer per il suo show fall-winter 2026/27, andato in scena nel Cour carrée del Louvre. «Abbiamo anche lavorato con l’eredità di Man Ray, reinterpretando una parure con collana e orecchini», racconta lo stilista nel backstage

di Stefano Roncato (Parigi)
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Nicolas Ghesquière alla fine dello show fall-winter 2026/27 di Louis Vuitton (ph Filippo Fior/Gorunway.com)
Nicolas Ghesquière alla fine dello show fall-winter 2026/27 di Louis Vuitton (ph Filippo Fior/Gorunway.com)

Arte e natura si intrecciano nella fall-winter 2026/27 di Louis Vuitton firmata Nicolas Ghesquière. Nel backstage della sfilata, andata in scena nel Cour carrée del Museo del Louvre, il direttore creativo del womenswear del marchio ammiraglio di Lvmh ha raccontato a MFF l’ispirazione dietro alla nuova proposta per la stagione fredda.

La natura incontra l’arte in questa collezione?

È stata più una sublimazione della natura. Quando abbiamo iniziato la collezione, volevamo lavorare su un’architettura del capo che potesse esprimere diverse forme di cultura intorno ai guanti. Ho poi coinvolto Jeremy Hindle, scenografo di Severance, che non aveva mai affrontato prima una sfilata. L’idea era inserire la natura dentro un museo, senza mimarla ma sublimarla, creando un’esperienza visiva ispirata a questo viaggio.

Con quali altri artisti con cui ha collaborato?

Abbiamo scoperto l’artista ucraino Nazar Strelyaev-Nazarko tramite la sua fidanzata, che lavora con noi come modella e fitting model. Siamo rimasti immediatamente affascinati dalle sue opere: cameo di animali che si possono incontrare in montagna o nel bosco, come lupi, conigli e pecore. Alcune sue sculture erano già state vendute, ma un collezionista ci ha gentilmente permesso di recuperarle e trasformarle in pezzi Louis Vuitton, come gli stivali.

E i surrealisti?

Abbiamo lavorato con l’eredità di Man Ray, reinterpretando una parure con collana e orecchini. L’obiettivo era reinterpretare la storia dell’arte e della fotografia all’interno della collezione, come un dialogo tra moda e patrimonio creativo.

Come si uniscono culture diverse nella collezione?

Abbiamo cercato un punto comune universale. Guardiamo alle funzioni dei capi, ai paniers italiani da spiaggia, alle cappe che proteggono dal sole: resistenza, protezione, libertà di movimento. Queste cappe sono calde, protettive, quasi come una casa, con una qualità di realismo magico. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 10/03/2026 19:29
Ultimo aggiornamento: 10/03/2026 19:33
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