BusinessNatuzzi mette il turbo sulla circular economy
Il marchio presenta la nuova collezione e rilancia sulla protezione degli ulivi in Puglia. «Anche le nostre ultime proposte sono guidate da sostenibilità e mediterraneità», ha detto a MFF Pasquale Jr Natuzzi
Un nuovo capitolo del concept creativo Circle of harmony, dal titolo Second life, in cui sono protagonisti i lavori di Marcel Wanders studio e Marcantonio, uno showroom ripensato completamente dall’architetto Fabio Novembre e un progetto di salvaguardia degli ulivi pugliesi, «simbolo della nostra terra, fulcro del nostro marchio e della mediterraneità che vogliamo esprimere», ha raccontato a MFF Pasquale Jr Natuzzi, direttore creativo di Natuzzi Italia.
Il tema dell’economia circolare è affrontato dal marchio da diversi punti di vista, su tutti «La ricerca sui materiali per le nuove collezioni ma anche la sostenibilità con un aspetto più sociale, di governance», ha precisato il manager. Second life racchiude i progetti del pouf Terra firmato Marcantonio e la collezione Adam di Marcel Wanders studio, che promuovono una produzione più consapevole, durabilità nel tempo e basso o nullo impatto sull’ambiente. «Insieme ai nostri nuovi prodotti, l’installazione Germogli, nella corte di Via Durini, realizzata sempre da Marcantonio, vuole portare l’attenzione sulla salvaguardia dei nostri ulivi», ha precisato Natuzzi, che con la sua azienda promuove progetti di fundraising per Save the olives onlus e studia collaborazioni per prodotti che avranno il fine ultimo di aiutare a riforestare e proteggere ulivi millenari.
In questa direzione va anche la mostra fotografica «Tre(e)pidation» di Giampaolo Sgura, allestita nel nuovo showroom. La sostenibilità che promuove Natuzzi è anche nella presentazione di quest’anno, solo nel nuovo spazio e non a Rho. «Le fiere dovrebbero essere più inclusive e contemporanee. L’esposizione tradizionale credo sia sempre meno specchio delle experience che le nuove generazioni chiedono e vogliono. Dopo il format innovativo del Supersalone credo sia mancato il tentativo di fondere la forza della fiera con la città».
Intanto, per il gruppo che ha chiuso l’anno fiscale 2021 a 427 milioni di euro (e vendite a +30,2%) conta solo in Cina 120 negozi e che ne apre una decina negli Usa ogni anno, la strategia distributiva punta sempre ai monobrand store grandi fino a mille metri quadrati. Per il 2026 è pronto un piano di sviluppo che fa leva su una chiave esperienziale. «Portiamo il retail e i monomarca nel mondo con un concetto di lifestyle mediterraneo», ha concluso Pasquale Jr Natuzzi. (riproduzione riservata)