BeautyNatura&co finalizza la vendita di Avon international al fondo Regent
La divisione internazionale del brand beauty passa alla private equity californiana per un dollaro simbolico. Ma il gruppo brasiliano manterrà il controllo delle operazioni in America latina, regione che frutta l’85% dei ricavi
Natura&co si separa da Avon con l’eccezione dell’America latina. Il colosso brasiliano della cosmetica ha infatti finalizzato la vendita della divisione internazionale del brand beauty alla società di private equity californiana Regent, di proprietà del gruppo Pdc, già attiva nella moda e nel lusso con i marchi Bally, Escada e Club Monaco. L’operazione è stata valutata in un dollaro simbolico e Natura&co ha dichiarato il 31 dicembre il proprio impegno a concedere ad Avon una linea di credito di 25 milioni di dollari (circa 21,4 milioni di euro al cambio corrente) nel corso del 2026, con scadenza a cinque anni.
Con l’operazione, Regent acquisisce quindi il controllo di Avon in Europa, Asia e Africa, mentre il marchio resta di proprietà di Natura&co in America latina, inclusi i diritti economici e la proprietà intellettuale, come spiegato dalla società. Natura&co si era già dismessa delle operazioni della label in Guatemala, Nicaragua, Panama, Honduras, El Salvador e Repubblica Dominicana lo scorso settembre, anch’esse rilevate da Pdc per un pagamento simbolico di un dollaro, nell’ambito di una strategia di disinvestimento avviata a partire dal 2023 per sanare il passivo e che ha già coinvolto i brand Aesop e The body shop, venduti rispettivamente al gruppo L’Oréal e al fondo lussemburghese Aurelius.
Intanto, nel corso dei primi nove mesi del 2025, Natura&co ha riportato un ulteriore calo delle vendite dell’1,9% a 16 milioni di real brasiliani (circa 2,6 milioni di euro), ma con una significativa riduzione del deficit. Con la cessione della divisione internazionale di Avon, la strategia del gruppo di San Paolo appare sempre più chiara: ristrutturarsi e disinvestire per contrastare il calo dei profitti, concentrandosi sui mercati più forti, in particolare l’America latina che, secondo l’ultima trimestrale, rappresenta l’85% dei ricavi complessivi. (riproduzione riservata)