BusinessMurphy&Nye punta a 30 milioni
Il brand intende aumentare la quota estera con lo sviluppo in Asia e Uk e studia il primo store fuori dall’Italia, a Londra. Con il ritorno a Pitti, al via le scarpe con Eli group

Entra nel vivo il piano societario e di rebranding di Murphy&Nye, iniziato nel 2024. L’azienda nata a Chicago nel 1933 come produttore di vele e attrezzature da regata e oggi brand di abbigliamento sotto il controllo della famiglia Rossi, ha alzato il target da 20 a 30 milioni di euro di fatturato da mettere a segno entro il 2029. «Per l’esercizio in corso la stima è mantenere i 6 milioni di turnover realizzati nel 2025. Due anni fa abbiamo deciso di riposizionare il marchio nel segmento premium, per portarlo da un livello affordable a upper. Ho chiamato nella compagine Chicco Barina, attuale direttore creativo, che mi ha aiutato a costruire il rebranding, rivoluzionando la forza vendita», ha spiegato a MFF il brand manager Tommaso Rossi, esponente della seconda generazione di famiglia. «Puntiamo a un wholesale di fascia alta, al settore lifestyle e a un consumatore high spender, che ama lo sport con una certa attenzione alla qualità, al gusto e allo stile. Alla base della strategia, c’è la volontà di rendere il marchio internazionale. Oggi l’estero vale il 20% delle vendite e vogliamo arrivare almeno al 60% entro il 2029».
Il manager ha evidenziato in primis il focus sull’area asiatica. «In ordine, partiremo dal Giappone e poi dalla Corea, dove abbiamo contatti già grazie alla liaison vincente tra il mercato della moda e dello sport. In Cina stiamo parlando con diversi partner per lo sviluppo retail. L’altro focus è la Gran Bretagna, puntiamo a crescere nel paese. Stiamo guardando anche a Londra per l’apertura del nostro primo negozio retail oltreconfine». Quanto all’Italia, questo mese sarà attivato un altro store a Pescara, che andrà ad affiancare gli altri già esistenti in città come Milano, Torino, Cortina e Caserta. «Gestiremo il wholesale non più attraverso una rete di agenti esterni ma tramite una struttura commerciale interna nei nostri uffici a Roma e Milano. Siamo presenti anche nei paesi balcanici, Spagna e Germania».
Questa edizione di Pitti uomo segna inoltre il comeback di Murphy&Nye, dopo l’ultima partecipazione nel 2022. Un’occasione per il brand per riaffermare il legame autentico con l’universo nautico. Le due anime principali della proposta sono la linea heritage e sailing, Chicago e quella più technical racing, Mn33 functional. Quest’ultima recupera l’immaginario delle crew veliche internazionali e delle grandi regate offshore attraverso materiali performanti e costruzioni leggere.

«Il nostro core business è l’uomo, ma stiamo ampliando anche la donna», ha poi aggiunto Chicco Barina. «Per il footwear, che vede anche una partnership con Vibram, con la spring-summer 2027 parte la licenza produttiva con l’azienda marchigiana Eli group, ma seguirò io la direzione stilistica». Infine, a settembre Murphy&Nye avrà una nuova sede a Padova, sotto le ali di una nuova realtà industriale in cui confluiranno anche altri brand di heritage americano, rilanciati da Rossi e Barina e dai dettagli ancora top secret. (riproduzione riservata)
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