BusinessModa sostenibile, sul piatto 2,3 miliardi
Questa è la cifra totale messa a disposizione dall’Europarlamento per la transizione, come sottolineato ieri durante il meeting dell’European fashion alliance a Bruxelles «Presentiamo la voce dell’industria più creativa», ha detto a MFF Carlo Capasa di Cnmi
«Entro il 2030, i prodotti tessili presenti sul mercato dell’Ue dovranno essere durevoli e riciclabili». Questo recita una risoluzione del Parlamento europeo del 1° giugno 2023 sulla strategia dell’Ue per arrivare a prodotti tessili sostenibili e circolari (2022/2171(INI)). E sull’argomento, per la prima volta nella storia delle istituzioni comunitarie, le camere della moda di 23 Paesi, riunite nell’Efa-European fashion alliance, sono state ricevute ieri a Bruxelles, nel building Altiero Spinelli dell’Europarlamento.
«L’Efa ha solo 10 mesi di vita, ma era fondamentale parlare con una voce sola a Bruxelles», spiega a MFF il presidente di Cnmi-Camera nazionale della moda italiana, Carlo Capasa. «In passato, sia io che il mio omologo francese Pascal Morand (presidente della Fédération de la haute couture et de la mode, ndr) avevamo parlato alle istituzioni di Bruxelles, ma la rappresentanza ampia dell’Efa ora ci dà l’attenzione politica che merita la moda creativa». Il regolamento proposto dalla Commissione, che è una revisione dell’attuale direttiva del 2009, propone di ampliare la gamma dei prodotti coperti dalla legislazione, oggi limitata, oltre che introdurre nuovi requisiti per avere beni che durino più a lungo, con la possibilità di essere riparati, piuttosto che buttati via. In particolare, l’obbligo di passaporto digitale per tutti i prodotti che saranno regolamentati da questo quadro normativo prevede che siano indicate le informazioni sulla composizione dei prodotti, cosi da renderli più facili da riciclare, riparare o garantire che siano tracciate le sostanze pericolose al loro interno lungo la filiera.
L’incontro, si è svolto con il commissario al mercato unico, Thierry Breton. «Fino ad ora nella moda non avevamo un interlocutore. La Commissione Ue non vuole calare le regole dell’alto, ma arrivare a una normativa condivisa che possa rendere l’industria fashion radicalmente più sostenibile e circolare. E guidare il cambiamento nel resto del mondo», spiega il coordinatore della commissione ricerca e industria del Parlamento europeo, Christian Ehler. «La transizione richiede investimenti. Per questo (non solo per la moda, ndr) mettiamo a disposizione 2,3 miliardi di euro e un ulteriore miliardo per la sola ricerca tessile», prosegue.
La votazione sul Regolamento (norma comunitaria immediatamente applicabile in tutti gli stati membri, ndr) sull’ecodesign sarà votata il 20 luglio. Resta quindi poco tempo per introdurre specifiche su alcuni punti importanti per la moda alta di gamma, con esigenze molto diverse dal fast fashion. Indumenti che durano di più al posto della fast fashion (ovvero produrre, sempre di più a prezzi sempre più bassi e competitivi), tessuti con un maggior tenore di fibre riciclate, riparabili in modo economico e con incenerimento e conferimento in discarica ridotti al minimo. Queste sono le norme Ue contenute nel nuovo pacchetto economia circolare presentato a Bruxelles. E, infine, introduzione di un passaporto digitale per la tracciabilità, ma con attenzione alla tutela del segreto industriale. E norme modulate anche per le pmi, sul tema del riuso e/o riciclo, con sanzioni per chi distrugge il prodotto invenduto. (riproduzione riservata)