skin track
Business

Matteo Ward, da «Junk» l’invito a ripartire da zero

Ieri la proiezione alla Fondazione Sozzani della serie sul fast-fashion dell’attivista green. «L’Italia ha le carte in regola per costruire un nuovo business model», ha spiegato a MFF

di Giada Cardo
Leggi dopo
tempo di lettura
Un momento di «Junk-Armadi piedi» (courtesy Will media/Sky)
Un momento di «Junk-Armadi piedi» (courtesy Will media/Sky)

Chi ha già visto Junk-Armadi pieni, la docu-serie di Matteo Ward co-prodotta da Will media e Sky Italia, sa che è un pugno allo stomaco. Il viaggio dell’imprenditore della moda sostenibile per trovare la verità sull’industria della produzione dei vestiti lascia in bocca un gusto amaro e in testa l’idea di vivere, paradossalmente, dalla parte sbagliata del mondo. Per questo, si resta straniati quando lo stesso Ward racconta che lo scopo del progetto è «creare consapevolezza e conoscenza del bello, perché tutti abbiamo ancora un ruolo da giocarci». L’invito a ripartire da zero è quindi il messaggio di Junk, presentato ieri al pubblico della fashion week alla Fondazione Sozzani.

«È la prima volta che questa tematica entra di petto alla settimana della moda di Milano. Ci è parso d’obbligo, essendo esposti mediaticamente, usare la voce per dare un segnale forte dall’interno rispetto a sovrapproduzione e sovra consumo», ha spiegato a MFF Sara Sozzani Maino, direttrice dell’ente. «Dando visibilità a Junk in un’occasione centrale per la fashion industry speriamo in un effetto a catena che raggiunga più persone possibili», ha proseguito. Junk racconta la desolazione, ma anche la speranza, di chi vive tra Cile e Ghana, India e perfino Italia e ogni giorno affronta le conseguenze ambientali e sociali di un modello di consumo che ha perso la bussola.

«Parte della fashion industry è responsabile dell’impatto negativo sul pianeta, ma la moda come industria culturale ha anche il privilegio di ispirare. Può comunicare qual è il problema e testare soluzioni», ha spiegato a MFF Matteo Ward. Il primo pensiero va all’Italia. «Qui abbiamo tutte le carte in regola per costruire un nuovo business model». Poi lo sguardo al futuro. Aggiungerà nuove tappe al viaggio? «La voglia di partire c’è, ma ora è il momento di seminare», ha chiarito l’attivista. Il cui percorso in tal senso si pone tre obiettivi, «per tornare alla base, dopo aver alzato troppo la piramide rubando dalle fondamenta», come dice nel film.

«Vogliamo portare Junk agli addetti ai lavori, perché il cambiamento dall’interno è l’atto più potente». Poi ci sono le scuole, da cui l’attivista sta ricevendo inviti a collaborare. E infine, la politica. «Avrò raggiunto il mio scopo quando questi temi arriveranno nelle aule dei legislatori», ha concluso Ward. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/06/2023 02:00
Ultimo aggiornamento: 17/06/2023 02:00
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso