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Massimo Giorgetti: «Msgm cresce nello zero-impact»  

Con la collezione Fantastic green e una nuova sneaker prodotta con Acbc, in vendita da novembre, il marchio vira sempre di più sull’eco-sustainability. «Tutti gli elementi che compongono questa capsule sono certificati ed etici», ha detto il designer a MFF  

di Giorgia Cantarini
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Massimo Giorgetti (courtesy Msgm)
Massimo Giorgetti (courtesy Msgm)

Con la capsule collection Fantastic green, Msgm guarda a un futuro più attento all’ambiente. La nuova collezione segna l’inizio di un processo che coinvolgerà l’intero marchio. I 25 pezzi presenti ogni stagione all’interno degli store del brand, sono realizzati con cotoni organici certificati (Gots e Bci) e tinti con agenti speciali che riducono quasi a zero il livello di emissioni inquinanti. Mentre le stampe sono prodotte con inchiostri tessili biodegradabili a base d’acqua, realizzati con ingredienti di origine naturale e senza l’uso di prodotti chimici, come ha raccontato a MFF il founder e direttore creativo Massimo Giorgetti.

Quando ha ideato Fantastic green e da dove le è venuta l’idea?

L’idea mi è venuta durante il lockdown, leggendo il libro Spillover di David Quammen, divulgatore scientifico e giornalista del National geographic, nel quale si dice che i responsabili delle pandemie non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi, sono virus che oggi colpiscono gli animali ma che potrebbero da un momento all’altro fare un salto di specie, uno spillover in gergo tecnico, e colpire anche gli esseri umani. Da lì ho iniziato a pensare che dovevo contribuire al miglioramento delle condizioni del pianeta in maniera seria. Fantastic green non è semplicemente una capsule green, è una capsule in cui tutti gli elementi che la compongono (come le etichette, le grucce compostabili e la spedizione carbon neutral) sono certificati Gots e a impatto zero sull’eco-sistema. Le zip sono nickel free, anche l’elastico nei jogger è in materiale non è nocivo per l’uomo e l’ambiente. Il materiale d’eccellenza è il cotone organico, le stampe sono tutte ad acqua, quindi non posso realizzare determinati colori, come ad esempio tutta la gamma degli acidi. Anche l’etichetta è sostenibile e i colori con cui è marchiata, sbiadiscono in maniera naturale, a prova che non c’è uso di chimica. Ed è bello così. «Per chi ha il coraggio di cambiare. Di andare oltre le circostanze, oltre il presente», questa è la frase che si trova sui capi.

C’è la volontà di spostare questo concetto di eco-sostenibilità a tutto il mondo Msgm?

Come desiderio sì, come realtà al momento è ancora complicato. La sostenibilità richiede molto impegno e per fare un lavoro corretto occorrono tempo e investimenti. In questo momento di crisi energetica, situazione geopolitica, guerra, tutte le materie prime sono aumentate tantissimo e la materia prima organica, biologica, riciclata è aumentata ancora di più. Ci sono brand che dichiarano un 30% di emissioni in meno nel lavaggio di un capo e usano l’etichetta sostenibile, questo è green washing e io non voglio farlo. L’aspetto più ingente è il costo delle materie prime di qualità certificate sostenibili, dovrebbero esserci incentivi governativi, una politica più attenta e in prima linea sulle tematiche ambientali, che impattano tutti e soprattutto il settore moda. Penso che noi del fashion system abbiamo una grossa responsabilità nell’educare il cliente finale a evolversi per cambiare direzione. Sono convinto sia necessario anche un grosso lavoro anche tra l’azienda, la filiera produttiva, i fornitori, merchandiser e i creativi. Proprio un lavoro corale a 360°. Fantastic green è un progetto che i miei soci appoggiano in pieno, io ne sono orgoglioso anche perché se da una parte non aumenta in termini di numero, sta sicuramente crescendo l’opportunità di business e di offerta.

Come è nata la prima sneaker in collaborazione con Acbc?

Abbiamo scelto Acbc perché è una realtà B-corp del settore calzaturiero italiano per realizzare le versioni unisex high e low del modello sneaker bio based, che sarà disponibile in un’ampia varietà di colori a tinte naturali, tanto che le scarpe profumano di frutta. La tomaia è in VegSkin, derivante dall’utilizzo di materiali naturali, accompagna la suola in tecnologia ReRubber, proveniente dal riciclo degli scarti pre-consumo di gomma. I lacci e la fodera interna sono invece in RePet prevedendo il riciclo di bottigliette di plastica, così garantendo il risparmio di una grande quantità di CO2. La sneaker è stata presentata per la spring-summer 2023 e si chiama Fg1, ovvero Fantastic green 1, sarà in vendita in anteprima a novembre nei negozi fisici e online di Msgm e anche sul sito di Acbc, e a dicembre nella rete wholesale.

Ha senso parlare di sostenibilità al cliente?

Certo che ha senso, ma non è semplice educarlo e non tutti i clienti sono ricettivi. Dobbiamo sicuramente continuare a farlo ma serve essere sostenuti come creativi e imprenditori dalle istituzioni, e soprattutto i valori del futuro per il rispetto dell’ambiente per me andrebbero insegnati a partire dalle scuole. L’educazione civica come materia è importante ora più che mai. (riproduzione riservata)

Mff - Numero 206 pag. 1 del 20/10/2022
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