CultureMaison Margiela/folders, svelati i dettagli degli eventi itineranti in Cina
Dopo la sfilata di Shanghai del 1° aprile, la maison del gruppo Otb di Renzo Rosso presenterà un percorso tra mostre ed esperienze in quattro città del Dragone per raccontare i codici fondanti della casa di moda, tra Artisanal, Anonymity, Tabi e Bianchetto

Il progetto Maison Margiela/folders comincia a prendere forma. La maison del gruppo Otb-Only the brave di Renzo Rosso ha comunicato ulteriori dettagli dell’iniziativa che attraverserà la Cina con una costellazione di mostre ed esperienze, attive per tutto il mese di aprile. L’iniziativa segue la sfilata di Shanghai prevista per il 1° aprile, primo show fuori dall’Europa per la casa di moda, che presenterà la fall-winter 2026/27 disegnata da Glenn Martens. Concepito come un’indagine tra archivi fisici e digitali, il progetto si articola in quattro città, Shanghai, Pechino, Chengdu e Shenzhen, ognuna dedicata a un codice fondante della casa: Artisanal, Anonymity, Tabi e Bianchetto.

Il punto di partenza è Shanghai, dove, dal 2 al 6 aprile, «Artisanal: our creative laboratory exhibition» mette in scena il cuore couture della maison. In mostra, 58 look datati dal 1989 a oggi tracciano una geografia della sperimentazione, tra upcycling, decostruzione, trompe-l’œil e trasformazione dell’ordinario. Tra i pezzi, anche icone come la Wig jacket del 2008, simbolo di un approccio che riscrive continuamente il concetto di abito.

A Pechino, dal 7 al 12 aprile il focus si sposta sull’Anonymity, principio cardine del pensiero Margiela. Nella cornice dello Zhengyici Peking opera theatre, 46 maschere, dalle prime del 1989 fino alle più recenti, ridefiniscono il volto come superficie creativa. Materiali, forme e suggestioni diverse si intrecciano per mettere in discussione l’identità stessa, trasformandola in linguaggio visivo.

Chengdu celebra invece uno degli oggetti più celebri della maison, la Tabi. Dal 9 al 13 aprile «Tabi: collectors exhibition» riunisce nove collezionisti internazionali che, per la prima volta, condividono i propri archivi personali. Non solo scarpe, ma storie vissute. Guardaroba ricostruiti, fotografie e pezzi rari raccontano il legame tra oggetto e individuo, tra design e vita quotidiana.

Infine Shenzhen, dove il Bianchetto si trasforma in esperienza partecipativa l’11 e il 12 aprile. Qui la tecnica dell’overpaint bianco, segno distintivo della maison, diventa gesto condiviso. I visitatori sono invitati a reinterpretare un capo personale, guidati dal team dell’atelier. Indossando la tradizionale blouse blanche, ogni partecipante attraversa il processo creativo, fino alla firma finale delle quattro cuciture bianche.
A completare il progetto, un archivio digitale accessibile tramite una piattaforma dedicata, che raccoglie materiali di ricerca, immagini inedite e documentazione interna. (riproduzione riservata)
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