BusinessLvmh, Fendi e Otb tra gli speaker di Ecomondo
Secondo una survey degli Stati generali della green economy 2022, il 51% degli imprenditori ritiene che scelte più sostenibili contribuiranno a migliorare il posizionamento dell’azienda. I manager delle principali aziende del settore fashion & luxury hanno discusso questa e altre evidenze al convegno riminense
L’industria della moda è al quarto posto per impatto ambientale, al terzo per consumi di acqua e suolo e al quinto per uso di materie prime e per emissioni di gas serra. È per discutere queste evidenze che Fendi, Otb e Lvmh sono intervenute a Ecomondo, il salone internazionale di Rimini promosso da Ieg-Italian exhibition group e dedicato alla green economy. Da un'indagine degli Stati generali della green economy 2022 è emerso che nel territorio italiano il 76% delle aziende è convinto che il Paese debba farsi promotore della transizione ecologica, una scelta che, secondo il campione intervistato, collocherebbe l'Italia all’interno del gruppo avanzato delle economie mondiali.
Tuttavia, dall'inchiesta traspare anche che uno dei principali ostacoli per le realtà tricolore che stanno affrontando la sfida della transizione ecologica è la burocrazia, mentre tra le ragioni che stanno spingendo un numero sempre maggiore di imprese verso modelli di business green ci sarebbero gli alti prezzi dell’energia e l’incertezza sul futuro dell’economia. Infatti, il 62% delle imprese vede nella transizione ecologica un’opportunità strategica. Una visione che si riflette anche delle aspettative degli imprenditori che, per il 51%, ritengono che scelte più green contribuiranno a migliorare il posizionamento della propria azienda.
In quest'ottica, è stata ribadita anche la centralità del tessile nel panorama europeo, identificato come una catena di valore fondamentale nel piano di azione dell'Ue con una filiera costituita da 400 mila realtà e che genera 55 miliardi di euro di fatturato. Un numero pari al 31% del giro d’affari complessivo in Europa, come ha spiegato Eleonora Rizzuto, direttore dello sviluppo sostenibile di Lvmh Italia. Un dato che per gli analisti non può passare inosservato in relazione all'impatto ambientale.
Riciclabilità, ecodesign, trasparenza e controllo della filiera sono le parole chiave di un percorso, quello della moda, verso una riconversione green e una maggiore consapevolezza del tema da parte dei consumatori. Proprio nell’ottica di creare conoscenza di settore e di promuovere la diffusione di best practice da emulare, i gruppi e brand più importanti dell’industria del fashion hanno sottolineato in quest'occasione l’importanza del fenomeno del second hand e della riscoperta dei capi vintage e dell’upcycling che, in questi anni, hanno assistito all'ascesa di piattaforme di reselling e store fisici come Humana. (riproduzione riservata)